Dissesto finanziario della sanità pugliese, Democrazia Sovrana e Popolare scende in campo

Democrazia Sovrana e Popolare ha fatto un gesto eclatante e coraggioso, la:

“Richiesta di accesso agli atti” alla A.S.L. Puglia

per individuare le responsabilità degli amministratori che, dal 2023 al 2026, hanno gettato nel dissesto finanziario la Sanità pugliese indebitando i cittadini per quasi 350 milioni di Euro a fronte di un servizio pessimo!

 

I consiglieri regionali della Puglia di centrodestra, dopo un’opposizione ventennale molto rilassata, scendono in piazza contro l’aumento dell’IRPEF regionale.

È solo una passerella di propaganda, niente di più; potevano in qualsiasi momento contrastare le spese folli dell’amministrazione regionale e avrebbero dovuto controllare i conti della Sanità, in quanto legittimati a farlo. Ma non l’hanno fatto nei tempi in cui si compiva lo sfacelo.

Effettivamente, il governo ha operato dei tagli alle Regioni, nel corso degli ultimi anni, ma i soldi che arrivarono furono scialacquati.

 

Il 22 maggio 2026 Democrazia Sovrana e Popolare Puglia ha protocollato una ‘richiesta di accesso agli atti’ sui bilanci delle ASL pugliesi.

 

I cittadini della Puglia sono stanchi di essere trattati come sudditi da una classe politica che ha trasformato la Sanità regionale in un gigantesco sistema di sprechi, clientele e fallimenti, pagati sulla pelle dei cittadini.

 

Mentre la gente aspetta mesi e anni per una visita, mentre i Pronto Soccorso collassano, mentre migliaia di famiglie sono costrette a indebitarsi per curarsi privatamente, nei palazzi del potere si continuava a sperperare denaro pubblico come se nulla fosse.

 

Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti: quasi 350 milioni di euro di disavanzo, servizi da terzo mondo e una Sanità sempre più vicina al baratro.

 

Eppure, nessuno avrebbe visto nulla, come in una commedia all’italiana sul disimpegno politico e sociale. Nessuno si sarebbe accorto di niente. Nessuno avrebbe responsabilità?

Rispondere di sì sarebbe omertoso e un insulto all’intelligenza e al sudore della fronte dei pugliesi che hanno prodotto quel tesoretto sperperato!

 

Non dimentichiamo:

·         i quasi 30 milioni buttati nell’ospedale Covid in Fiera, simbolo dello spreco politico;

·         gli arresti e le inchieste per corruzione sugli appalti pilotati all’ASL di Bari;

·         i dirigenti accusati di gare truccate in cambio di soldi, regali e favori;

·         le nuove indagini, in corso, su tangenti e forniture sospette;

·         il sistema vergognoso delle liste d’attesa falsate per nascondere i ritardi reali e per spingere i cittadini verso la Sanità privata.

 

Nel frattempo:

·         i malati emigrano al Nord;

·         i medici scappano o vengono arruolati in strutture esterne agli ospedali, con costi molto più alti per il contribuente;

·         gli ospedali affondano nel carico eccessivo, nel lassismo diffuso, nella mancanza di risorse di personale nell’organico e di strumenti;

·         il personale che lavora veramente è allo stremo;

·         i pazienti vengono abbandonati all’incuria e alla speranza di curarsi nel privato (un ulteriore pagamento, oltre a quello già sborsato nelle copiose tasse, già pagate alla fonte)!

 

Il problema non è la mancanza di fondi finanziari. Il problema sta nella gestione politica disastrosa, fatta di incompetenza, clientelismo, sprechi e totale irresponsabilità.

Per anni ci hanno raccontato favole mentre i conti esplodevano. Hanno approvato bilanci senza controllarli. Hanno chiuso entrambi gli occhi davanti al disastro.

Oggi fanno finta di cadere dalle nuvole! È una vergogna.

 

La maggioranza ha responsabilità enormi, ma ha le proprie colpe anche un’opposizione silente e complice, incapace o non interessata a denunciare per tempo questo scempio. Anch’essa, su quegli scranni, avrebbe dovuto rilevare il problema prima che diventasse così dannoso per la popolazione, denunciarlo a chi di competenza e portarlo a conoscenza della gente che, ignara, si alzava presto la mattina pensando di portare il pane ai propri figli e che, invece, inconsapevolmente stava foraggiando prebende indebite a chi si approfittava della sua buona fede.

 

I cittadini pugliesi meritano verità e giustizia, non teatrini politici e scaricabarile.

Chi ha contribuito a distruggere la Sanità pugliese deve essere cacciato definitivamente dalla vita pubblica e lasciare spazio a rappresentanti più rappresentativi delle aspettative delle persone. Chi ha sbagliato deve pagare fino in fondo e chi sapeva e ha taciuto è corresponsabile politicamente. La gente deve sapere. A questo serve l’Accesso agli atti: a rendere pubblico quello che è occultato dalle scartoffie burocratiche, dai ‘non detto’ e dallo scambio di favoritismi, a tutti i livelli.

Le scuse non bastano più. Servono i nomi, la verità, l’addebito di eventuali responsabilità e la rimozione di chi sta facendo ancora danni.

 

Democrazia Sovrana e Popolare continuerà a denunciare senza paura quel sistema di potere e lo sciacallaggio che ha ridotto la Sanità pugliese a simbolo nazionale di fallimento politico e amministrativo.

(Nicola Iacobbe, Segretario cittadino di DSP BARI)