Parco Giuditta, già Parco Rossani

Lo dovremmo intestare, ora, con il nome di ‘Parco Giuditta’, a memoria di ciò che non si dovrà più ripetere, con tanto di insegna odonomastica al suo ingresso.

La guardiana dei bagni pubblici del Parco Rossani di Bari avrebbe istigato una decina di minori a compiere un atto di violenza inaudita, nei confronti di Giuditta D’Elia, (nel caso se ne accertasse la responsabilità) avvenuto all’interno del Parco Rossani (che di parco ha ben poco, sia come verde pubblico che come sobrietà).

Così appare dai racconti della stessa vittima e di alcuni testimoni.

Se così fosse, la custode meriterebbe il licenziamento in tronco ‘per giusta causa’, la condanna penale per istigazione di minori alla violenza e la responsabilità civile del risarcimento di tutte le spese per i danni inferti, fisici e morali!

Questa misura sarebbe educativa e costituirebbe un deterrente a non compiere più atti di violenza.

Per ora, la signora è stata immediatamente sospesa dalla ditta appaltatrice AccaDueO S.r.l., che conta un organico di ben 283 dipendenti e un cospicuo utile d’esercizio.

Alla luce dei fatti capitati, una parte di quell’utile sarebbe il caso che fosse destinato a una formazione del personale più confacente al ruolo di ‘addetto al servizio pubblico’.

I cittadini si devono rispettare! Non tutti gli operatori pubblici attualmente sono in grado di gestire lo stress e di porgersi con la dovuta adeguatezza. Però, si può imparare a controllare le proprie reazioni con un giusto affiancamento.

Sarebbe da valutare anche la rescissione immediata dell’appalto comunale con la società per ‘mancata formazione e sorveglianza del personale’.

 

L’episodio è tanto banale quanto squallido, tanto misero quanto sordido.

È il solito caso di pretesa ‘lesa maestà’ da parte di persone che ostentano un potere (che non hanno), ai danni di chi si oppone alle loro angherie. Nella fattispecie, quelle della figlia della custode che aveva la pretesa di infastidire il prossimo (Giuditta) con una pistola ad acqua.

La giovane studentessa di Filosofia (26 anni) l’ha allontanata, soprattutto quando la piccola aveva mirato anche il suo telefono cellulare, che è un dispositivo elettronico che teme l’umidità, come sappiamo tutti.

Offesi da quell’atto di difesa, due adulti (tra cui la custode) aizzavano una masnada di ragazzini, tra gli 11 e i 14 anni di età, a picchiarla selvaggiamente facendole riportare due fratture del setto nasale e degli zigomi e un trauma cranico.

 

Bisognerebbe che la magistratura indagasse anche sulle circostanze e sulle modalità di assunzione di certe persone nei posti pubblici!

Nessuno si è accorto, prima del fattaccio, che la custode si sarebbe potuta comportare in modo potenzialmente pericoloso?

Che storia aveva prima di quell’incarico, che ha fatto decidere per la sua assunzione per quel posto?

 

Usciamo dallo specifico per ragionare in termini assolutamente generici e ipotetici.

Qualcuno riesce a imporre ai Comuni una specifica azienda o un dipendente, in particolare?

Ci possono essere scambi occulti di influenze, fuori dalla legge?

Quali sono le concentrazioni di potere, non dichiarato, che spingerebbero alcune amministrazioni a far occupare questi presídi del suolo pubblico da parte di persone preposte a consentire una vigilanza impropria del territorio, affiliate a presunte organizzazioni fuorilegge?

Conosciamo tutti la lottizzazione dei parcheggiatori abusivi, vigente anche a Bari, assoldati dalla camorra barese per accentrare il proprio potere sul territorio.

La prevaricazione, reclamata dai capi clan per accaparrarsi parti definite delle città sotto il silenzio delle autorità amministrative e di polizia, è: “Questa è zona mia!”.

Sappiamo tutti che, nelle grandi città, la malavita comanda dal carcere. Per ora, non si è riusciti ad alterare quell’equilibrio, tra Stato e Mafia, che è stato in grado di mantenere l’ordine pubblico.

 

Torniamo al caso di Bari.

Non sappiamo se questo aspetto si è riverberato sul caso di Parco Rossani. Perciò, la magistratura, con la collaborazione del Comune di Bari, non mancherà di fare i suoi accertamenti.

Intanto il Sindaco Vito Leccese ha portato un segno di vicinanza della città di Bari, per conforto alla vittima residente a Toritto, promettendole il patrocinio legale del Comune di Bari, ovvero assumendosi la responsabilità della salute dei forestieri, per un atto di ospitale accoglienza, oltre ad avere quella della salute dei cittadini baresi, che gli compete per mandato istituzionale.

Era doveroso, dopo la brutta figura degli astanti al pestaggio che vigliaccamente non hanno prestato alcuna protezione e soccorso alla ragazza. Ci chiediamo: di chi avevano tanta paura per non essere in grado d’intervenire? È solo inciviltà, oppure c’è anche dell’omertà?

 

Alla famiglia nel bosco, che educava la prole al rispetto della natura e degli animali e che impartiva l’educazione scolastica parentale (prevista dalla legge) sono stati tolti i figli!

A questa custode mal fidata, nel caso fosse accertata la sua colpevolezza e fosse comminata la relativa condanna, cosa succederà in questo mondo distopico nel quale viviamo?

Sarà tolta temporaneamente la figlia e affidata agli assistenti sociali affinché venga rieducata? Servirebbe a consegnare alla società due cittadine riabilitate, come recita l’art.27 della Costituzione italiana.

Altrimenti, vuol dire che questo mondo, per le istituzioni italiane, gira al contrario di come sostiene l’astronomia.