Muoversi in automobile diventa un lusso sempre più insostenibile per gli italiani. Il fine settimana si apre con un’impennata record dei prezzi alla pompa che abbatte nuovi storici primati: secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio Prezzi del Ministero del Made in Italy e del Made in Italy (Mimit), nella giornata di sabato 12 settembre il costo medio della benzina in modalità self-service ha toccato i 2,100 euro al litro, mentre il gasolio ha sfondato il muro dei 2,208 euro al litro.
Un’escalation inarrestabile rispetto ai già allarmanti rilevamenti della vigilia (quando la verde stazionava a 2,086 euro e il diesel a 2,193). La situazione precipita lungo le arterie autostradali, da sempre teatro dei listini più carichi: per un litro di benzina si arrivano a sborsare 2,192 euro, mentre per il gasolio la cifra sale fino al picco ipotizzato di 2,285 euro/litro, segnando il punto più alto mai registrato sulla rete viaria nazionale.
A lanciare l’allarme è il Codacons, che prefigura uno scenario ancora più fosco per le tasche dei cittadini. Con le quotazioni del petrolio scambiate stabilmente sopra i 100 dollari al barile sui mercati internazionali, gli aumenti rischiano di scaricarsi a cascata sui listini nei prossimi giorni. Una spirale rialzista che minaccia di trainare al rialzo non solo i costi di viaggio per famiglie e pendolari, ma l’intera filiera dei beni di consumo trasportati su gomma.
Quadro Comparativo dei Prezzi del Carburante
Tipologia ReteBenzina (Self)Diesel (Self)Rete Urbana / Ordinaria2,100 €/L (in aumento da 2,086)2,208 €/L (in aumento da 2,193)Rete Autostradale2,192 €/L2,285 €/L (Record Storico)
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