Il 16 ottobre le Lavoratrici e i Lavoratori della Biblioteca “Prospero Rendella” di Monopoli scioperano.
Dopo settimane di segnalazioni, richieste di confronto, tentativi di conciliazione e richieste rimaste senza risposte sufficienti, USB Lavoro Privato Puglia proclama la prima giornata di sciopero del personale della Cooperativa IMAGO impiegato presso la Biblioteca.
Una mobilitazione che ha due ragioni precise: la salute e la sicurezza di chi lavora alla Rendella e il futuro di un servizio pubblico che il Comune continua a gestire attraverso l’esternalizzazione.
ALLA RENDELLA SI LAVORA. MA IN QUALI CONDIZIONI?
Dal 18 agosto la Biblioteca fa i conti con il danneggiamento dell’impianto di climatizzazione.
Il Comune ha riconosciuto il guasto e indicato il 15 settembre come data per un primo intervento manutentivo. Quella data è passata e, alla data della proclamazione dello sciopero, l’impianto non risulta ancora pienamente ripristinato.
Nel frattempo, le lavoratrici continuano a garantire il servizio, ricorrendo all’apertura delle finestre e a soluzioni provvisorie.
USB Lavoro Privato Puglia ha chiesto di conoscere le valutazioni sul rischio microclimatico, le misure adottate, la documentazione relativa alla sicurezza e gli eventuali aggiornamenti del Documento di Valutazione dei Rischi.
Non basta dire che sono stati fatti sopralluoghi. Bisogna dire cosa è stato rilevato, quali rischi sono stati valutati, quali misure sono state adottate e quando il problema verrà definitivamente risolto.
Il 10 settembre una lavoratrice ha accusato un malore durante il servizio, rendendo necessario l’intervento dell’emergenza sanitaria. USB non attribuisce a quell’episodio una causa medica che spetta agli organi competenti accertare. Ma davanti a una situazione di sicurezza già oggetto di segnalazioni, pretendiamo verifiche puntuali e risposte concrete.
MA LA QUESTIONE È PIÙ GRANDE DEL CLIMATIZZATORE
Perché mentre le Lavoratrici continuano a garantire ogni giorno l’apertura e il funzionamento della Biblioteca, il Comune si prepara a una nuova gara. Ed è qui che emerge il problema politico.
Per quanto tempo ancora un servizio pubblico culturale dovrà essere affidato attraverso appalti?
La Rendella non vive di attività accessorie. Le Lavoratrici e i Lavoratori della cooperativa IMAGO contribuiscono quotidianamente all’accoglienza e all’orientamento dell’utenza, alla gestione della Biblioteca e alla realizzazione delle attività culturali che hanno fatto della Rendella uno spazio vivo e riconosciuto dalla città. Sono professionalità che il sistema degli appalti continua a comprimere.
A ogni gara si ricomincia da capo: un nuovo affidamento, un nuovo soggetto, nuove incertezze sul futuro occupazionale.
Noi diciamo che questo modello deve finire.
BASTA APPALTI ALLA RENDELLA!
La proposta della USB è chiara:
INTERNALIZZARE IL SERVIZIO. INTERNALIZZARE IL PERSONALE.
Non chiediamo semplicemente di cambiare il nome della cooperativa che gestirà il prossimo appalto. Non chiediamo un appalto “migliore”. Chiediamo di superare il modello dell’esternalizzazione.
Un servizio culturale pubblico stabile e strutturale non può continuare a essere trattato come una prestazione da mettere periodicamente a gara, mentre il costo dell’incertezza viene scaricato sulle Lavoratrici e sui Lavoratori.
Il comunicato di USB del 21 settembre lo ha detto con chiarezza: “La cultura non può essere costruita sulla precarietà di chi ogni giorno la rende possibile.”
E C’È ANCHE UNA QUESTIONE DI CONTRATTO E PROFESSIONALITÀ
Nella bozza del nuovo capitolato visionata da USB LP, il Comune fa riferimento al CCNL Federculture per il calcolo del costo della manodopera, mentre alle Lavoratrici e ai Lavoratori dell’attuale appalto viene applicato il CCNL Multiservizi, quello delle pulizie.
La contraddizione è evidente: si riconosce la natura culturale, bibliotecaria e turistica delle attività quando si costruisce il servizio, ma il personale che quelle attività le svolge continua a essere inquadrato nell’ambito di un contratto che, secondo USB LP, non riconosce adeguatamente la natura e il valore del lavoro svolto.
Il lavoro culturale non può essere culturale soltanto sulla carta. Le professionalità vanno riconosciute anche nelle condizioni materiali di chi lavora.
IL COMUNE HA ANCORA LA POSSIBILITÀ DI INVERTIRE LA ROTTA.
USB LP ha chiesto formalmente al Comune di Monopoli l’apertura di un tavolo di confronto prima dell’avvio della nuova procedura di gara, coinvolgendo il Sindaco, l’Assessora alla Cultura e i dirigenti competenti.
Non chiediamo un incontro di facciata. Chiediamo di discutere se sia davvero necessario continuare con gli appalti. Chiediamo di discutere di internalizzazione. Chiediamo di discutere della continuità occupazionale. Chiediamo di discutere di sicurezza, contratti e riconoscimento delle professionalità. E chiediamo che a quel tavolo siedano anche le Lavoratrici e i Lavoratori che ogni giorno fanno funzionare la Rendella.
IL 16 OTTOBRE CI FERMIAMO
Abbiamo provato il confronto con la cooperativa IMAGO. Abbiamo chiesto l’intervento della Prefettura. Abbiamo scritto al Comune. Abbiamo chiesto documenti e chiarimenti. Abbiamo chiesto un confronto prima della nuova gara. Ora scioperiamo.
Perché la distanza tra chi ogni giorno manda avanti il servizio e chi decide del suo futuro è diventata troppo grande.
Il 16 ottobre non ci fermeremo contro la Biblioteca. Ci fermeremo per la Biblioteca.
Perché la Rendella è un servizio pubblico. Perché il lavoro che la tiene aperta è lavoro vero, qualificato e necessario. Perché la sicurezza non può essere una variabile. Perché la professionalità non può essere compressa dentro un appalto. Perché a ogni scadenza non si può rimettere in discussione il futuro di chi quel servizio lo garantisce. E perché la cultura non può essere costruita sulla precarietà di chi ogni giorno la rende possibile.
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