Caso don Martinelli, respinge le accuse davanti al gip: si indaga su possibili altre vittime

CORATO – L’ex parroco del Sacro Cuore di Gesù di Corato ha ribadito la propria estraneità ai fatti contestati nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Il sacerdote, 56 anni, si trova agli arresti domiciliari dal 10 ottobre, nell’ambito di un’inchiesta per presunta violenza sessuale aggravata e continuata. Intanto, la Procura di Trani punta ad approfondire le dichiarazioni della persona che ha denunciato gli episodi.

Davanti al giudice per le indagini preliminari Domenico Zeno, del Tribunale di Trani, don Vito Martinelli ha scelto di rendere dichiarazioni spontanee, senza rispondere alle domande attraverso un interrogatorio tradizionale. Nel corso del suo intervento, ha negato le contestazioni, sostenendo la propria innocenza. A riferire l’esito dell’udienza sono stati i suoi avvocati, Rinaldo Alvisi e Salvatore D’Aluiso, come riportato dall’agenzia Agi.

Al centro del procedimento ci sono presunti episodi che, secondo l’ipotesi investigativa, si sarebbero verificati tra il novembre 2024 e l’ottobre 2025. L’accusa sostiene che il sacerdote avrebbe sfruttato la posizione ricoperta nella comunità religiosa e il rapporto di fiducia costruito con un giovane per compiere atti sessuali non consensuali. La ricostruzione è contenuta negli atti dell’indagine e dovrà essere sottoposta alle verifiche previste dal procedimento giudiziario.

Gli accertamenti sono stati condotti dalla Squadra Mobile di Bari, sotto il coordinamento della Procura di Trani. Gli investigatori hanno raccolto le dichiarazioni di diversi testimoni per ricostruire i rapporti tra l’indagato e le persone coinvolte. Tra gli elementi emersi figurerebbe anche il racconto di un altro giovane, che avrebbe riferito di messaggi e proposte a carattere sessuale ricevuti dal sacerdote. Secondo quanto riportato da diverse testate, il ragazzo avrebbe parlato di conversazioni iniziate su WhatsApp e proseguite su Telegram, dove sarebbe stata attivata la cancellazione automatica dei messaggi.

Questi ulteriori elementi sono al vaglio degli inquirenti e, allo stato, non costituiscono un accertamento definitivo delle responsabilità. L’attenzione degli investigatori si concentra anche sulla possibile esistenza di ulteriori testimonianze utili a chiarire la vicenda.

Un passaggio importante per l’inchiesta riguarda ora l’incidente probatorio, richiesto dal pubblico ministero Francesco Chiechi. La procedura consentirà di raccogliere la testimonianza del giovane che ha denunciato i presunti abusi con modalità e garanzie specifiche, preservandone le dichiarazioni ai fini del procedimento. La difesa attende la fissazione della data dell’audizione, in vista dei successivi approfondimenti.

La misura cautelare disposta nei confronti di Martinelli è stata motivata dal gip anche con il rischio, secondo la valutazione contenuta nell’ordinanza, che possano verificarsi nuovi episodi o essere compromessa la raccolta delle prove. Nel provvedimento vengono richiamati il presunto carattere reiterato delle condotte e il ruolo ricoperto dal sacerdote negli ambienti ecclesiastici e scolastici.

La vicenda aveva già avuto conseguenze sul piano pastorale: dopo essere venuta a conoscenza delle contestazioni, l’autorità ecclesiastica aveva disposto la sospensione del sacerdote dalle attività pastorali.

L’inchiesta è ancora in corso. Le accuse dovranno essere accertate nelle sedi competenti e don Vito Martinelli resta presunto innocente fino a un’eventuale condanna definitiva.

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