A Mola di Bari la scuola sceglie l’inclusione: formazione e alleanza per accogliere un bambino in cure palliative pediatriche

 Accogliere un bambino con bisogni assistenziali complessi significa affrontare una sfida che richiede competenze, organizzazione e collaborazione. L’Istituto Comprensivo “San Giuseppe–Tanzi” di Mola di Bari ha scelto di affrontarla attraverso la formazione e il coinvolgimento della comunità scolastica, in occasione dell’inserimento di un bambino residente a Mola di Bari, seguito nell’ambito delle cure palliative pediatriche domiciliari dalla cooperativa sociale Ad Curam, presso la scuola dell’infanzia del plesso di via Mazzini.

Insegnanti e collaboratori scolastici hanno partecipato a un incontro formativo promosso e organizzato dalla cooperativa sociale Ad Curam e da “Avrò cura di te – La grande famiglia delle cure palliative pediatriche”, e condotto dal Dottor Antonio Iadeluca e dalla Dottoressa Tiziana Cecco. L’iniziativa nasce dalla volontà di condividere conoscenze ed esperienze maturate nell’ambito delle cure palliative pediatriche domiciliari, per sostenere la scuola nell’accoglienza del bambino e favorire un percorso scolastico attento ai suoi bisogni, alle sue possibilità e al suo diritto di vivere pienamente le relazioni e le esperienze dell’infanzia.

Un ruolo determinante è stato svolto dal dirigente scolastico, prof. Vito Alessandro Lucarelli, che ha sostenuto con lungimiranza e professionalità un percorso non privo di complessità. La sua disponibilità a promuovere la formazione e a favorire l’accoglienza del bambino esprime una concezione della dirigenza come servizio alla comunità: non limitarsi a gestire le difficoltà, ma attivare risorse, creare alleanze e rendere possibile ciò che richiede impegno e responsabilità condivisa.

La risposta delle insegnanti è stata altrettanto significativa. Alla formazione hanno partecipato non soltanto le docenti direttamente coinvolte nella classe del bambino, ma anche altre insegnanti dell’istituto, insieme ai collaboratori scolastici. Una partecipazione che testimonia la volontà di comprendere e prepararsi, riconoscendo che l’inclusione non riguarda una singola classe, ma l’intera comunità scolastica.

L’obiettivo non è semplicemente far entrare un bambino a scuola, ma fare in modo che la scuola diventi davvero anche la sua scuola. Che possa sentirsi parte del gruppo, vivere relazioni significative e condividere le esperienze dell’infanzia, nel rispetto dei suoi bisogni e delle sue possibilità.

L’esperienza di via Mazzini offre un messaggio importante anche alle altre istituzioni scolastiche: davanti a situazioni poco conosciute, la formazione e il confronto possono trasformare l’incertezza in consapevolezza. Non occorre affrontare ogni difficoltà da soli; esistono professionisti e realtà assistenziali pronti a condividere conoscenze e strumenti. Il primo passo è la disponibilità a costruire insieme una risposta.

È proprio dall’alleanza tra cure palliative pediatriche, scuola, famiglia e territorio che può nascere un modello di comunità capace di sostenere il bambino nella sua globalità. Una rete nella quale ciascuno contribuisce secondo le proprie competenze e nella quale il peso di una situazione complessa non ricade soltanto sulla famiglia, ma diventa una responsabilità condivisa.

Il percorso intrapreso dall’Istituto Comprensivo “San Giuseppe–Tanzi” merita di essere valorizzato come esempio di inclusione concreta, con l’auspicio che esperienze analoghe possano trovare spazio in un numero sempre maggiore di scuole. Perché superare le barriere, anche quelle generate dalla paura di ciò che non si conosce, è possibile quando si sceglie di informarsi, collaborare e mettersi a disposizione.

Da oggi, la famiglia del bambino si allarga ulteriormente: c’è anche un territorio che lo accoglie e sceglie di accompagnarlo. Perché ogni bambino ha diritto a trovare nella propria comunità non soltanto assistenza, ma anche opportunità, relazioni e il proprio posto nel mondo.

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