Carburante, è psicosi in Puglia: distributori a secco e prezzi sempre più alti

L’annuncio dello sciopero dei trasporti e il blocco degli approvvigionamenti dalla raffineria Eni di Taranto hanno innescato una corsa al rifornimento che sta mettendo sotto pressione la rete dei distributori in Puglia e nel Materano. Nelle ultime ore, la paura di restare senza benzina o diesel ha spinto numerosi automobilisti a precipitarsi alle pompe, provocando lunghe code, scorte in rapido esaurimento e crescenti difficoltà per chi è alla ricerca di carburante.

Da Bari a numerosi altri centri del territorio, la situazione si fa sempre più complicata. Diverse stazioni di servizio hanno già esaurito le disponibilità e sono state costrette a sospendere temporaneamente le attività, mentre quelle ancora operative devono fare i conti con un’affluenza ben superiore alla media. Una corsa contro il tempo che rischia di trasformare le difficoltà di approvvigionamento in un’emergenza diffusa, con ripercussioni sulla quotidianità di cittadini e lavoratori.

A pesare sul quadro è soprattutto il blocco degli accessi alla raffineria Eni di Taranto, legato alla protesta degli operai dell’ex Ilva. L’interruzione delle forniture in partenza dall’impianto ha rallentato la catena distributiva, lasciando numerose pompe in attesa di nuove consegne. Senza il ripristino dei flussi, le scorte residue rischiano di assottigliarsi ulteriormente, coinvolgendo anche gli impianti che al momento riescono ancora a garantire il servizio.

Il problema della disponibilità si intreccia con la paura collettiva di rimanere a secco. Il timore che le difficoltà possano protrarsi ha convinto molti automobilisti ad anticipare il pieno, anche quando il serbatoio non era ancora in riserva. Il risultato è stato un improvviso aumento della domanda, con consumi concentrati in poche ore e distributori incapaci di reggere ritmi così elevati.

Le code si sono allungate soprattutto davanti alle stazioni che conservano ancora benzina e gasolio. In diversi casi, gli automobilisti sono costretti a spostarsi da un impianto all’altro nella speranza di trovare una pompa funzionante. Ogni distributore che interrompe le vendite trasferisce infatti una parte della domanda sulle strutture ancora aperte, aumentando la pressione sulle scorte disponibili.

A preoccupare è anche il costo dei rifornimenti. Nei distributori che conservano carburante, l’elevata richiesta si accompagna a prezzi in aumento, rendendo ancora più pesante il conto per famiglie e lavoratori. In una fase in cui trovare benzina o diesel è già diventato difficile, anche pochi centesimi in più al litro possono incidere sensibilmente sulla spesa quotidiana.

La ricerca del risparmio, che fino a poche ore fa orientava la scelta della stazione di servizio, sembra ormai passata in secondo piano. Molti automobilisti puntano soprattutto a fare rifornimento, anche a costo di pagare di più. Una situazione che rischia di penalizzare soprattutto pendolari, artigiani e lavoratori che utilizzano quotidianamente l’auto e non possono rinunciare agli spostamenti.

L’incertezza riguarda anche i tempi necessari per tornare alla normalità. La ripresa delle attività dei distributori dipende dal ripristino degli approvvigionamenti dalla raffineria tarantina, mentre le stazioni rimaste senza prodotto sono costrette ad attendere nuove forniture. Nel frattempo, la corsa al pieno rischia di aggravare ulteriormente gli squilibri, alimentando un circolo vizioso in cui la paura di non trovare carburante accelera lo svuotamento delle pompe.

Per la Puglia e il Materano, la priorità resta il ritorno alla regolarità delle consegne e il monitoraggio dei prezzi, affinché le difficoltà di approvvigionamento non si traducano in un ulteriore aggravio per i consumatori. Fino ad allora, gli automobilisti dovranno fare i conti con una situazione incerta, sospesa tra la necessità di spostarsi, il timore di restare a secco e il costo sempre più difficile da sostenere del pieno.

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