Questa città non ci può cacciare, vogliamo restare, vogliamo contare”.
Con questo slogan, ripetuto attraverso un megafono, da questa mattina gli studenti baresi riuniti nella sigla Udu e Zona Franka protestano davanti alla Prefettura contro il caro vita e l’aumento degli affitti.
I ragazzi sono riuniti in sit-in con tende a cartelli sui quali campeggiano frasi come “generazione all’asta” e “Italia quanto ci costi”. Una protesta, spiegano, nata per “rivendicare il diritto alla casa e allo studio” e per “chiedere alle istituzioni interventi concreti per contrastare una crisi che rischi di escludere sempre più persone dalla vita universitaria e della città”. Nel corso della mobilitazione il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha raggiunto gli studenti, incontrando alcuni rappresentanti. Presenta anche il consigliere regionale del Pd, Ubaldo Pagano.
“Non è accettabile – spiega la coordinatrice di Udu Bari, Sahar Locaputo – che studiare e vivere fuori sede diventi un privilegio riservato a chi può permetterselo. Il costo degli affitti e delle spese quotidiane pesa sempre più sulle spalle di studenti e famiglie, mentre trovare una casa dignitosa a un prezzo accessibile è diventato un percorso a ostacoli”. I ragazzi chiedono “politiche abitative pubbliche, nuovi posti letto accessibili, strumenti per calmierare i canoni e interventi capaci di rendere Bari una città in cui nessuno sia costretto a rinunciare al proprio percorso universitario per ragioni economiche”. La mobilitazione prosegue davanti a uno degli ingressi dell’Università Aldo Moro, in piazza Cesare Battisti.
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