Bari, stop al divieto di usare detersivi in condominio: il Consiglio di Stato dà ragione ai residenti

BARI – Una vicenda complessa, al centro di un lungo confronto tra il diritto alla salute e la libertà dei condomini di utilizzare normalmente gli spazi condivisi, arriva a un nuovo passaggio giudiziario. A Bari, il Consiglio di Stato ha ritenuto che il Comune non potesse imporre, attraverso un’ordinanza sindacale, il divieto di utilizzare determinati prodotti per la pulizia e la manutenzione di un edificio del centro cittadino, dove risiede una donna affetta da gravi patologie, tra cui la sensibilità chimica multipla.

Il parere, espresso dalla Prima sezione nell’ambito di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica presentato dal condominio, mette in discussione la legittimità dell’intervento amministrativo e apre la strada all’annullamento del provvedimento. Secondo i giudici, il potere di ordinanza non può trasformarsi in uno strumento per dirimere controversie tra soggetti privati, anche quando la situazione coinvolge questioni delicate come la tutela della salute.

Al centro del caso c’è una residente che da anni segnala difficoltà legate all’esposizione a sostanze chimiche e profumazioni. Le sue condizioni, tra cui una vasculite autoimmune e la sensibilità chimica multipla, l’hanno portata a chiedere limitazioni sull’impiego di detersivi, detergenti, vernici, ammorbidenti e altri prodotti che, secondo quanto riferito, potrebbero provocarle disturbi.

La vicenda ha coinvolto progressivamente diversi livelli istituzionali e giudiziari. Nel 2024, il Comune era intervenuto nuovamente con un’ordinanza che imponeva restrizioni sull’utilizzo di alcuni prodotti all’interno del palazzo. Una decisione contestata dagli altri condomini, che hanno evidenziato le difficoltà di gestione della vita quotidiana e delle attività di pulizia degli ambienti comuni.

A impugnare il provvedimento è stato l’amministratore dell’edificio, assistito dall’avvocato Luigi D’Ambrosio Lettieri. Nel parere notificato nei giorni scorsi, il Consiglio di Stato ha richiamato i limiti entro cui il sindaco può esercitare il proprio potere di adottare ordinanze contingibili e urgenti, sottolineando che non può essere utilizzato per risolvere una disputa condominiale.

La pronuncia amministrativa si inserisce in un contesto già segnato da procedimenti civili e penali. La scorsa estate è stato archiviato il fascicolo penale che coinvolgeva l’amministratore e due condomini, denunciati dalla residente per presunte violazioni delle prescrizioni comunali. La Procura ha inoltre chiesto l’archiviazione della denuncia per calunnia presentata dagli stessi condomini.

Sul fronte civile, tuttavia, la questione non è ancora conclusa. In un procedimento d’urgenza, il Tribunale aveva disposto un provvedimento che imponeva al condominio di attenersi alle indicazioni contenute nell’ordinanza comunale, prevedendo anche l’adozione immediata di un protocollo per la gestione e la pulizia delle parti comuni.

Il giudizio di merito è tuttora in corso e dovrà ora confrontarsi con le indicazioni provenienti dalla giustizia amministrativa. Il parere del Consiglio di Stato rappresenta quindi un passaggio importante, ma non esaurisce automaticamente tutti gli aspetti della controversia civile.

La questione resta particolarmente delicata perché mette a confronto esigenze differenti: da un lato, la necessità di tutelare una persona che riferisce importanti limitazioni legate alla propria condizione sanitaria; dall’altro, il diritto degli altri abitanti dello stabile a utilizzare prodotti di uso comune e a partecipare alla gestione ordinaria dell’edificio senza restrizioni imposte attraverso strumenti amministrativi non ritenuti appropriati.

La decisione non esclude che possano essere individuate soluzioni per ridurre eventuali rischi per la residente. La tutela della salute potrà essere affrontata attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento, coinvolgendo, ove necessario, le autorità sanitarie competenti e il giudice civile, chiamato a valutare le circostanze concrete e le eventuali misure applicabili.

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