Bari, una stagione a rotoli in 90 minuti

C’è modo e modo per giocare e perdere una finale che vale la serie B. Discutibile a nostro avviso il modo con cui cui Il Bari ha affrontato la partita più importante degli ultimi anni. A cominciare dall’approccio alla gara,un approccio tanto morbido da consentire alla Reggiana nei primi cinque minuti di colpire un palo, una traversa, e di sfiorare il gol con una fulminea azione di Kargbo che nessuno riusciva a tenere a freno e del quale pero’ si conosceva perfettamente la velocità. Al netto del gol annullato ad Antenucci che farà discutere e sul quale si dibatterà a lungo, la Reggiana ha giocato complessivamente meglio e ammettiamolo ha meritato di vincere la partita e di ritrovarsi in serie B. Del resto il Bari nei 90 minuti è riuscito a centrare lo specchio della porta solo nel finale con Terrani, mentre nel primo tempo era andato vicinissimo al gol Antenucci con una conclusione che sembrava destinata a gonfiare la rete della Reggiana. Poco mobile e poco reattivo il centrocampo rivoltato come un calzino da Vivarini nel secondo tempo, disattenta la difesa all’inizio della ripresa quando ha consentito a Kargbo, calciatore della Sierra Leone, di colpire indisturbato da pochi metri. Tutti errori che in una finale secca, quando vengono commessi, si pagano cari e quindi non ci meravigliamo se questo e’ accaduto puntualmente anche a Reggio Emilia. Ora l’attenzione si sposta sui programmi societari, sulle scelte tecniche che verranno operate a cominciare dalla valutazione dell’operato dei quadri tecnici da parte del presidente Luigi De Laurentiis che, riconosciamo, gli investimenti li ha fatti ed anche cospicui. Il problema è che quegli investimenti non hanno ripagato e per questo bisognerà cercare le responsabilità che sono tutte di natura tecnica, perché un altro anno di serie C, non soltanto per la piazza, ma anche per la società non è facilmente sostenibile.A Vivarini resta il record delle 27 partite senza sconfitta (ma con molti pareggi),un record fine a se stesso, utile solo per gli almanacchi

Lo stadio San Nicola: difficilmente si riempirà anche l’anno prossimo

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