Bariseranews.it – Oltre la notizia

EMPORIOAMATO_ECOMMERCE_MANCHETTE
zona franca
migorusperfast
PUGLIASERA
LUNGAVITA
logo Turbo Service_bianco 1024-01
BIRRA GARRABB _ nat bionda
fiera
Benn
Benn
Migro
taralloro
gran bontà
Alco
Premio Agorà – TOTEM_85x200_prova2-03
banner-pelati-migro-largo
banner-barisera-3
banner-SAN-NICHOLAUS-vini
banner-SAN-NICHOLAUS-e1599142133882
Banner_qui_conviene

Il pedone dove lo metto?

1.712 Visite

di Anna Caiati

“E il pedone dove lo metto, dove lo metto non si sa. Mi dispiace ma non c’è posto, non c’è posto per carità”… se non nel cassonetto o in strada. E’ il messaggio che sembra inviare, questo cartello stradale che indica il pericolo di attraversamento pedonale. Abbandonato, alcuni giorni fa, chissà da chi e perché, in una traversa di via Giulio Petroni nei pressi dell’ex caserma Rossani, non fa onore alla nostra città.

Parafrasando il ritornello della nota canzone “Il vecchietto” di Domenico Modugno, il segnale di pericolo triangolare sembra proprio dire ‘basta’ con i pedoni perché sono di troppo. Allo stesso tempo però invita ad una riflessione. In un mondo in cui si va sempre di fretta, il pedone dà fastidio proprio come il ‘vecchietto’ della canzone. Ed è persino ‘abbandonato’ a sé stesso, almeno così sembra accadere a Bari.

Sebbene dobbiamo riconoscere che l’attuale Amministrazione comunale stia dedicando molte attenzioni ai pedoni, con aree a loro dedicate, c’è però qualche eccezione insieme con chi continua ad adottare comportamenti illeciti ai danni di chi cammina a piedi. Nella città di Bari non sono pochi i trasgressori delle regole basilari del Codice della strada. Sono frequenti, ahi noi, i parcheggi di mezzi di ogni tipo sulle strisce pedonali o davanti agli scivoli per i disabili (anche questi ultimi se costretti su carrozzine a rotelle sono sempre pedoni, anzi pedoni speciali ai quali va riservata un’attenzione ancor più particolare, ndr).

I marciapiedi sono utilizzati per parcheggiare moto di ogni dimensione e, da qualche tempo, pure i monopattini elettrici e in qualche caso, fortunatamente più raro, c’è invasione di auto. I pedoni spesso non hanno spazio per camminare sulle zone a loro riservati. “E il pedone dove lo metto?”… in strada.

Non sono da meno certi ciclisti, senza offesa per coloro che rispettano tutte le regole, che sfrecciano nelle aree pedonali dove chi cammina a piedi diventa ostacolo da evitare nelle gimcane.

Non mancano i problemi urbanistici con marciapiedi davvero ‘striminziti’, esempi sono quelli in via Amoruso Manzari, via de Ferraris, corso Benedetto Croce e via Giulio Petroni, questi ultimi molto utilizzati (alcuni tratti si trovano davanti all’ex caserma militare Rossani) poiché conducono verso la stazione centrale della città, dove riesce a passare, a malapena, un’unica persona. E allora “il pedone dove lo metto?”… in strada.

Così come abbondano i marciapiedi con mattonelle ballerine o addirittura mancanti o insozzati da rifiuti lasciati fuori dai cassonetti o da escrementi di cane, e poi ci sono quelli inutilizzabili per la presenza di pali o cartelli stradali o persino alberi che interrompono o rendono impossibile il passaggio ai pedoni. Per non parlare delle strisce pedonali assenti totalmente o ormai scolorite e non visibili nemmeno all’automobilista più attento. Anche qui “il pedone dove lo metto?”… ma davvero vogliamo gettarlo nel cassonetto? Noi non siamo d’accordo.

Il nostro intento è quello di ricordare che la mobilità alternativa inizia proprio con l’agevolare i pedoni e i luoghi pedonali da rendere più sicuri, poi dovrebbe seguire tutto il resto.

Vogliamo quindi invitare tutti, non solo l’Amministrazione comunale, a fare attenzione ai pedoni con il versetto allegro, appositamente rivisto, da canticchiare sulle note della canzone di Modugno, per ricordare che vanno bene i mezzi alternativi ma che il pedone va sempre salvaguardato. Non fosse altro che anche, se veicoli-dipendenti, tutti ma proprio tutti, per pochissimi metri, ci ritroviamo sempre ad essere pedoni.

banner-MSF-A
banner_barisera_aranea
banner-mode-c

Promo