Ordinanza chiusura discoteche, le reazioni

Ordinanza chiusura discoteche: il presidente di Assoeventi Confindustria di Bari, Michele Boccardi, telefona al ministro della Salute, Roberto Speranza. L’obiettivo? Chiedere chiarimenti sul provvedimento del governo. Gli eventi privati, a detta del ministro Speranza, non sono ricompresi nell’ordinanza con cui si sospendono le attività delle discoteche e dei locali da ballo. Una precisazione che allontana i dubbi di quanti, nei vari settori collegati al mondo delle feste private, temevano di dover fermare nuovamente le proprie attività. Basti pensare, ad esempio, al volume di affari legato ai matrimoni. Inevitabili, purtroppo, i danni all’industria del “popolo della notte”.

Ruggiero Mennea presidente comitato permanente protezione civile Puglia ha  detto: “E’ giusto far prevalere la tutela della salute, ma contestualmente occorre garantire un sostegno economico agli operatori del settore divertimento che si vedono bloccare le attività nel bel mezzo dell’estate, considerando anche che la stagione è partita in ritardo causa del lockdown” “Il disagio – prosegue Mennea – è non solo per gli imprenditori, ma per tutti i dipendenti (dj, artisti, pr, addetti alla sicurezza) che si trovano privati della possibilità di svolgere il loro lavoro. Per tutte queste persone bisogna avere la stessa tutela che si ha nella prevenzione sanitaria, dal momento che all’improvviso si ritrovano senza retribuzione e certezze per il futuro”. “Occorre inoltre rafforzare i controlli nei luoghi al di fuori delle discoteche, spesso teatro di assembramenti trasformati dai giovani in luoghi ludici senza regole di prevenzione, nei quali il virus può facilmente diffondersi. Al contrario le discoteche, con i controlli, possono – sostiene il consigliere Pd – essere luoghi del divertimento più sicuri contro la diffusione del virus. Non deve passare l’idea che il virus si diffonda nelle discoteche e non fuori dalle discoteche”.

Molto dura anche la presa di posizione di Roberto Maggialetti, gestore di una delle più grandi discoteche del sud Italia che aveva appena riaperto la struttura: “Non ci sono casi di contagi accertati e che ci sono scrupolosi controlli grazie alla misurazione della temperatura, all’elenco dei fruitori che frequentano i locali, al  rispetto dell’obbligo delle mascherine e ai numeri di clienti che possono accedere contingentati come da ultime disposizioni”. La sua preoccupazione, invece, riguarda le migliaia di giovani che si riverseranno sulle spiagge,  in feste abusive, nelle piazze, molti piu giovani che partiranno fuori dall’Italia pur di trovare il divertimento sperato. Senza dimenticare quanti avevano riottenuto il posto di lavoro solo, da poco più di un mese: “Le discoteche sono infatti vere e proprie aziende con tanti dipendenti da cui dipende il futuro di altrettante famiglie.Il rispetto delle regole e la tutela della salute è stato sempre al primo posto”.

Promo