Draghi e il nuovo populismo – di Canio Trione

Leggiamo dalle Agenzie della preoccupazione del dr. Draghi per il futuro dei giovani che nascono iperindebitati. Poi, dopo poche righe, plaude ai nuovi debiti europei che evidentemente e italianamente pensa o fa pensare che li debba pagare qualche altro che non i nostri giovani… forse dimentica e ci fa dimenticare che anche noi siamo i giovani superidebitati di altri che nel passato ci hanno lasciato i residui della loro prodigalità.. poi ci dice tra le righe che prima del Covid si era in ripresa e quindi che la politica era ed è molto brava a fare il proprio mestiere (!) ma lui, il già Presidente della Bce, sa o non sa che esistono e possono esistere anche debiti non redimibili che potrebbero essere emessi subito e che avrebbero il pregio di non essere rimborsati mai? Lui sa che i titoli di debito pubblico che la  Bce ha acquistato e acquista non dovrebbero essere mai rimborsati ma solo rinnovati (come effettivamente si fa) e quindi andrebbero tolti dal conto del debito? Lui sa che se i titoli di debito pubblico fossero liberamente trasferibili potrebbero essere un propulsore della economia reale e non un peso da pagare? Come mai ha inteso contrastare la inflazione/deflazione acquistando titoli emessi dagli stati (e quindi favorendo l’aumento dei debiti pubblici) e non intervenendo direttamente nell’economia reale? Perché non propone una ridenominazione del debito in modo che se ne allunghi la durata e se ne riduca il costo con vantaggi per tutti, banche e contribuenti? In definitiva: è lui certo che coloro che lo hanno ascoltato siano degli sprovveduti?
Siamo basiti ed incerti! Quale è lo scopo di un discorso così “populistico” e vuoto? perché non propone un drastico cambio di paradigma?
 Quando avremo la risposta sarà tardi..

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