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Protestano i riders, è scontro fra i sindacati Cgil e Ugl

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I ciclofattorini delle consegne del cibo a domicilio, individuati in categoria dalla parola inglese “riders”, protestano anche a Bari, in occasione della giornata di mobilitazione nazionale, fra piazza Umberto e via Sparano, nel pieno centro cittadino.

Sul tavolo della protesta un vero e proprio scontro “ideologico” fra sindacati. A lanciare la mobilitazione è stata la Cgil con le sue categorie Nidil, Filt, Filcams e alcune associazioni di riders presenti in Italia (a Bari il collettivo “Riders on the storm”), che – si legge in una nota – si «Oppone all’accordo truffa siglato tra Assodelivery e il sindacato di comodo Ugl, che peggiora le condizioni mantenendo il cottimo. Anche a Bari la Cgil e gli attivisti di Riders on the storm sono con i fattorini del food delivery per fare luce sulla situazione. Poche settimane fa, infatti, l’associazione delle aziende di food delivery e il citato sindacato di comodo hanno sottoscritto un accordo, che peggiora le condizioni lavorative dei fattorini in tutto il settore, mantenendo il cottimo e ignorando le prescrizioni della L. 128/2019 circa la previsione di una paga oraria, in linea con i livelli salariali stabiliti dai contratti collettivi nazionali che disciplinano la figura del fattorino. Una scelta che è costata all’Ugl l’espulsione dal Comitato economico e sociale europeo, della Ces, la Confederazione europea dei sindacati».

La richiesta di espulsione è stata avanzata dalle sigle confederali Cgil, Cisl e Uil nella riunione del 27 ottobre, e accolta con 87 voti a favore, 4 contrari e 8 astensioni.

«Si protesta contro un contratto che peggiora le condizioni dei ciclofattorini, mantenendo il cottimo e la totale autonomia del rapporto di lavoro, bloccando l’applicazione dei minimi salariali dei contratti collettivi già in vigore – dichiara Alessandro Castellana, Segtetario Generale Nidil Cgil Bari. Un accordo firmato in totale segretezza, mentre era aperto un tavolo al ministero del Lavoro con tutte le organizzazioni sindacali e i riders, siglato senza nessuna discussione con i lavoratori direttamente interessati. Noi invece chiediamo le giuste tutele come ad esempio malattia, tredicesima, ferie e maternità retribuite».

Ma Ugl non ci sta, e con il segretario generale Francesco Paolo Capone ricusa: «Quello firmato tra Assodelivery e Ugl è un contratto solido che va a tutelare i lavoratori del settore riconoscendo garanzie fino ad oggi inesistenti. I riders potranno autodeterminarsi nell’organizzazione del proprio lavoro, avranno diritto ad un compenso certo, ad indennità in caso di maltempo e infortunio, con l’impegno delle associazioni di categoria a contrastare il fenomeno del caporalato. Un contratto certo, dunque, che per la prima volta in Europa attribuisce ai rider diritti immediatamente esigibili».

La mobilitazione arriva all’indomani delle nuove misure restrittive del Governo, che ha chiuso bar e ristoranti alle 18, lasciando però libertà di consegna del cibo a domicilio. «Bisogna costruire solidarietà e pretendere tutti insieme le tutele che spettano a ciascuno, e lo vogliamo fare attraverso il progetto di “Riders on the Storm”», dichiara Carolina Velati presidente di Zona Franka (associazione capofila del progetto).

La Cgil sottolinea come tutti i lavoratori del settore abbiano «Ricevuto la disdetta del vecchio contratto con l’obbligo di firmare il nuovo. E c’è anche chi si è già visto applicare le nuove tariffe e ha scoperto a sue spese che la retribuzione è più bassa: anche se vengono applicati dei bonus, la singola consegna è pagata meno. In questi giorni le multinazionali del food delivery stanno intimando ai propri collaboratori di aderire formalmente all’accordo entro il 3 novembre. In caso contrario per ritorsione interromperanno il rapporto di collaborazione.

«Un ricatto bello e buono – sottolinea Gigia Bucci, segretario generale della Cgil Bari. La nostra posizione è chiara: vogliamo un contratto di lavoro vero, con garanzie normative e salariali e la loro messa in sicurezza sulle nostre strade. È una battaglia di dignità a cui dedicheremo ogni energia, anche perché perfettamente in linea con quanto rivendicato nella Carta dei diritti della Cgil».

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