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Caro San Nicola…

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Le grandi città hanno tutte un monumento fuori dal comune, straordinario, distintivo, …qualcuna ne ha parecchi ma poi se ne seleziona uno solo come marchio di fabbrica di quella città. Si discetterà se è stata una grande città a produrre un grande monumento o un grande monumento a fare grande una città..ma resta la domanda di fondo: Bari è una città che merita un grande simbolo oppure è una città secondaria e quindi va bene così … il teatro Petruzzelli è un monumento che rappresenta benissimo l’orgoglio di quella che fu la nostra imprenditoria. Ma ormai la politica ha ucciso quella categoria di commercianti coraggiosi premiando gli arrampicatori traffichini e gli occupanti delle poltrone pubbliche percettori di fiumi di danari non meritati, ai quali non si può dedicare un monumento e quindi la mente dei baresi va indietro fino al Santo di Myra. Non devo qui ripetere la portata planetaria di quel santo e quindi la necessità di sottolinearne la baresità millenaria acquisita, né la importanza epocale del suo essere punto di incontro tra modelli di vita e di cultura oltre che tra religioni differenti. Ed in questo senso l’idea di un monumento a San Nicola ci sta tutta.
Siamo però in periodi in cui le religioni tengono o cercano di tenere un profilo basso per non produrre contrapposizioni lasciando però così il campo libero ai materialismi dilaganti e quindi è la società civile che si fa portatrice di queste istanze così fortemente identitarie. Vista così la questione è di quelle che fa tremare le vene e i polsi. Da un lato è impensabile che si continui a far finta di non avere una identità favorendo una omologazione verso il basso e verso il nulla che sta facendo così tanto male specie alle nuove generazioni; dall’altro esibire in maniera così forte un simbolo così importante non può che mettere imbarazzo nelle classi dirigenti attuali di ogni tipo abituate a mediare tra piccoli interessi di quartiere e a intervenire nelle “emergenze” recenti che si aggiungono a quelle precedenti. Né si può continuare a sopportare che si continui a confondere la nostra identità con le cozze pelose, i panzerotti e la focaccia (oltre ad altre prelibatezze di cui siamo orgogliosi…) Che fare? Si scopre così che non è una grande città che produce un grande monumento ma grandi uomini (come fu l’ideatore del teatro Petruzzelli) che traducono in realtà grandi “idee” sintesi e rappresentazione della identità di una grande città: Bari sarà grande se avrà grandi uomini e poi vedremo anche grandi opere. Per il momento ci si impegna strenuamente a fare la guerra alle automobili ed ai posti auto ed è già tanto se la politica riesce a dare in tempo utile un posto letto in un ospedale. A San Nicola diciamo: sai bene che abbiamo bisogno del Tuo aiuto per tantissime cose ma se meritiamo un Tuo monumento facci un miracolo … senza il quale rimarrà una ipotesi vaga… e pure velleitaria!

Canio Trione

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