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Immigrazione clandestina, 19 fermi tra Bari, Milano, Torino e Ventimiglia

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I poliziotti della Squadra mobile di Bari, Imperia, Torino e Milano, su delega della procura Distrettuale antimafia di Catania hanno eseguito una serie di perquisizioni ed arresti nei confronti di 19 persone, ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Le indagini sono iniziate nel 2018. Sono stati analizzati 10 sbarchi di  migranti nella provincia di Siracusa avvenuti tra il 15 aprile ed il 27 agosto 2018. È stato accertato che la rotta del Mediterraneo Orientale, Turchia o Grecia, era gestita da curdo-iracheni, afgani e italiani che si adoperavano, a pagamento, per l’ingresso in Italia e in Europa. Il gruppo regolarizzava anche i migranti, falsificando contratti di lavoro ed altra documentazione necessaria ad ottenere il permesso di soggiorno. Il gruppo aveva ramificazioni a Bari, Torino, Milano e Ventimiglia e operava come un network di gruppi indipendenti tra di loro, ma collegati alla centrale che era all’estero.

Nel capoluogo pugliese fornivano accoglienza ai migranti presso il domicilio di sodali al gruppo, presso abitazioni messe a disposizione da titolari di agenzie immobiliari, e fornivano documenti giustificativi per il rilascio dei permessi di soggiorno e documenti per il rinnovo di permessi di soggiorno già in possesso di altri stranieri, già presenti sul territorio europeo. Da Bari i migranti venivano indirizzati verso Torino e Milano per essere successivamente inviati a Ventimiglia. Qui, il gruppo criminale, composto totalmente da cittadini stranieri di nazionalità pakistana e afghana, raccoglieva e trasportava a bordo di vari veicoli i migranti in Francia. Giunti a destinazione, chiedevano alle famiglie il pagamento di tutta l’operazione, circa 6 mila euro a migrante per l’intero viaggio attraverso Afghanistan, Pakistan, Iran, Turchia, Grecia e Italia. Inutile dire che chi non pagava, aveva le ore contate.

È stato anche fermata anche una persona mentre stava per effettuare un trasporto di migranti, in partenza dalla stazione ferroviaria di Ventimiglia verso la Francia. Sequestrato inoltre ingente materiale, tra cui 17 telefoni cellulari, 4 computer portatili, documenti vari e 25mila euro in contanti.

Il denaro corrisposto dalle famiglie dei migranti veniva accantonato in punti di raccolta in Turchia e poi versato al momento dell’arrivo del migrante nel Paese previsto, attraverso sistemi di money transfer oppure con un meccanismo simile all’hawala, come già emerso nel contrasto alle organizzazioni criminali nigeriane di tipo cultista.

Il gruppo disponeva di ingenti disponibilità finanziarie e di imbarcazioni, soprattutto a vela, rubate o noleggiate, e reclutava skipper in grado di pilotare le imbarcazioni verso la costa della provincia di Siracusa. Gli scafisti venivano pagati circa 1000 dollari per ogni traversata.

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