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II Domenica di Avvento

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Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,1-8)
Raddrizzate le vie del Signore.

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri»,
vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

Continua il cammino d’Avvento, ovvero il tempo dell’attesa. Ma a quale attesa ci prepara l’Avvento? Essenzialmente a tre attese: al 25 dicembre, giorno in cui facciamo memoria dell’incarnazione di Cristo nella storia; alla venuta di Gesù nella nostra quotidianità; alla sua manifestazione gloriosa alla fine dei tempi. In altre parole, ricordiamo un’attesa (passato), viviamo l’attesa nella vita (presente), attendiamo la sua venuta ultima (futuro). La prima lettura, tratta dal profeta Isaia, ci indica che la venuta del Signore è fonte di gioia. Al contrario, il suo ritardo provoca nei suoi seguaci dubbio e perplessità, come ci mostra la seconda lettura, tratta dalla seconda lettera dell’apostolo Pietro. In tale scritto, Pietro risponde ai cristiani che pensano che il Signore sia in ritardo nell’adempimento della sua promessa. Spiega che la logica di Dio nel calcolare il tempo è diversa dalla nostra. Per lui, “un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo”. Questo è il motivo per cui non bisogna dubitare sul suo ritorno. La sua venuta indica speranza: “Secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia”. La domanda, a questo punto, sorge spontanea: “Come prepararci a tale attesa?” Pietro non usa giri di parole ma indica il sentiero con trasparenza: “Siate senza macchia e irreprensibili davanti a Dio”. Nel Vangelo, Giovanni Battista realizza quello che era stato predetto dal profeta Isaia: “Preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”. Tali parole che storicamente facevano riferimento al tempo del ritorno di Israele dalla schiavitù di Babilonia alla libertà della sua terra, oggi ci stimolano ad una verifica del nostro essere cristiani. Per incontrare Dio è necessario cambiare tante strade, uscire da alcuni schemi di pensiero e di valutazione. Come Giovanni, l’uomo libero, che preparò la venuta del Signore, anche noi oggi siamo invitati ad attenderlo non con distrazione, ma attuando ogni preparativo. Quando a casa attendiamo la visita di una persona cara, prepariamo ogni cosa con assoluta premura e nello spirito gioioso. Allo stesso modo siamo chiamati non solo a celebrare festosamente la sua venuta storica (passato), ma soprattutto a preparare con sollecitudine la sua venuta quotidiana (presente), per essere colmati delle sue grazie quando un giorno verrà nella gloria (futuro).

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