Bariseranews.it – Oltre la notizia

La Pinacoteca Metropolitana dedica un video all’opera del Tintoretto custodita a Bari

610 Visite

A dieci anni dal restauro, la Pinacoteca Metropolitana di Bari “Corrado Giaquinto” ha dedicato un video alla tela di Tintoretto, l’unica opera dell’artista veneziano presente in tutta la Puglia. Il breve filmato è stato pubblicato il giorno della Vigilia di Natale come dono ai baresi e a tutti coloro che amano l’arte.

L’opera è intitolata “San Rocco e gli appestati” e, sebbene datata 1595, in realtà sarebbe stata realizzata da Jacopo Robusti (nato e morto a Venezia 1518-1594), tra i massimi esponenti del manierismo, del rinascimento e della pittura veneta, nel 1577 così come ha scritto Clara Gelao, direttore della Pinacoteca Metropolitana dal 1991, nel volume dedicato all’opera dopo il restauro terminato nel 2010 e che ha richiesto più di un anno di lavoro.

Il video, della durata di poco più di 5 minuti, è stato realizzato dalla Pinacoteca “Giaquinto” su iniziativa voluta dal sindaco di Bari Antonio Decaro e dal consigliere delegato per i Beni Culturali del Comune di Bari, Francesca Pietroforte, con un progetto realizzato da Maria Grazia Magenta dirigente Servizio Beni e Attività Artistiche e Culturali, Emma Lobalsamo coordinatore del progetto, Lucia Rosa Pastore ricerca e redazione dei testi, Giuseppe Ciliberti referenze fotografiche, la collaboratrice Giuseppina Bruno e l’addetta alla comunicazione Anna Martucci.

Nel video viene descritta l’opera, alta 915 centimetri (quasi 10 metri) e larga 320 centimetri, in tutti i suoi particolari. Si tratta di una pala d’altare composta da tre teli in lino e per la cui attribuzione al Tintoretto ci sono voluti decenni. A sviare gli esperti sarebbe stata proprio la data post-mortem di Robusti e che, stando alla ricostruzione storica, sarebbe riferita all’anno in cui l’opera è stata “ripresa in carico” da parte del Capitolo della Cattedrale di Bari. Ed è qui che fu ritrovata nel 1830 arrotolata nell’archivio e poi arrivata nella Pinacoteca nel 1929 (parte di questa ricostruzione storica è stata tratta dal sito “Progetto storia dell’arte“, ndr).

San Rocco, santo taumaturgo a cui sono dedicate numerosissime chiese in Puglia tale è grande la devozione per aver salvato intere popolazioni dalla peste, tra cui proprio la città di Venezia cui l’opera in questione è dedicata, è raffigurato a destra di uno stuolo di donne e uomini, mentre indica un appestato. Sullo sfondo sono riconoscibili pure i monatti. L’impronta artistica del Tintoretto, oltre che nelle pennellate, sarebbe riconoscibile anche nella costruzione della scena. Ricorda infatti un’altra opera dell’artista veneziano “San Marco che libera lo schiavo”. Nelle due opere il Salvatore irrompe nella scena in maniera salvifica, così come è presente uno stuolo di gente gran parte della quale con il viso rivolto in basso. L’opera sarebbe collocabile, secondo Clara Gelao, intorno al 1577 anno in cui ci fu l’epidemia di peste a Venezia.

Il video è un regalo che nessun barese dovrebbe rinunciare a vedere e soprattutto tutti coloro che ignorano i preziosi tesori, tra quadri e sculture, custoditi in questo scrigno culturale che si trova sul lungomare di Bari. Nello stesso video segue una breve descrizione di un’altra opera dedicata a San Carlo Borromeo del tranese Antonio Piccinni.

Anna Caiati

Promo