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Le lezioni a scuola tra ddi o dad, amarezza, confusioni e annunci di proteste

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La Befana 2021 ha portato ai genitori, e pure agli insegnanti pugliesi, il dilemma “ddi o dad?”. Da un lato c’è chi si sta scervellando per capire la differenza e dall’altro chi deve scegliere tra lezioni in presenza o a distanza. La ddi è la didattica digitale integrata ovvero quella che comprende ed integra lezioni a distanza con quelle in presenza, la dad è la didattica a distanza svolta interamente sulle piattaforme digitali per cui è parte della ddi. Rispetto alle precedenti ordinanze regionali i genitori, questa volta, dovranno, tramite un apposito modulo da consegnare alle scuole, scegliere tra il far seguire le lezioni in presenza o in dad senza più poter cambiare idea in corso d’opera, salvo quarantene obbligate dal covid, o almeno sino al 15 gennaio.

Come già scritto ieri, in sostanza non cambia molto rispetto a quanto accadeva prima delle vacanze natalizie. I genitori potranno scegliere se far seguire le lezioni in classe o in presenza per i figli che frequentano la scuola elementare o media, se sono disabili e/o con bisogni educativi speciali, purché ne facciano richiesta esplicita. La presenza è inoltre prevista nelle scuole superiori solo per lezioni in laboratorio. Proprio il demandare ai genitori la scelta non è condivisa dai sindacati, come la Flc Cgil Puglia, perché come scritto in un comunicato stampa “il diritto allo studio si svilisce in servizio a domanda individuale”. L’applicazione dei doppi turni, così come chiesto qualche giorno fa dai rappresentanti sindacali, e imposta da alcuni prefetti, è stata al momento rinviata.

“Questa ordinanza contiene un’importante e positiva novità – si legge nel documento della Cgil – per la sicurezza degli studenti e dei lavoratori del mondo della scuola, soprattutto in merito ai tamponi rapidi e screening periodici, dispositivi di sicurezza e revisione dei protocolli”. Nelle premesse dell’ordinanza di Michele Emiliano, come da richiesta esplicita da parte dei sindacati, è scritto che “è in corso di approvazione il piano “Indirizzi operativi per la riapertura in sicurezza delle scuole nella Regione Puglia” in cui si prevede l’adozione di misure mirate ad ottimizzare le attività di contact-tracing in caso di infezioni nelle comunità scolastiche, ad istituire la figura dell’operatore sanitario covid scolastico, a pianificare programmi di screening con tampone antigenico periodico del personale della scuola e a priorizzare la vaccinazione anticovid per il personale della scuola, da inserire come prima categoria a rischio da vaccinare nella fase 2 del “Piano Strategico Nazionale””.

E’ stata quindi accolta la richiesta, presentata sin da giugno scorso, in merito l’urgenza e la necessità del tracciamento dei contatti (contact-tracing) per il ritorno alla didattica in presenza in piena sicurezza. A riguardo la Flc Cgil, d’accordo con tutte le altre sigle sindacali, chiede un tavolo tecnico convocato ad hoc. Per quanto riguarda gli ingressi scaglionati previsti nell’ordinanza regionale, i sindacati continuano a ribadire il turno unico nel secondo ciclo. Una richiesta che potrebbe essere rivista dopo il 15 gennaio se si dovesse decidere per le lezioni in presenza. Intanto, secondo Flc Cgil, si mette “a serio rischio l’unità nazionale del sistema dell’istruzione, contribuendo al rafforzamento alle istanze di regionalismo differenziato”. Una possibilità dovuta alla “selva di provvedimenti governativi, prefettizi e di diversi sindaci” che porta inevitabilmente ad “un groviglio di dispositivi intrecciati che genererà enormi problemi di gestione e di organizzazione delle scuole, lese nelle proprie prerogative di autonomie, che svilisce la professionalità di tutto il personale scolastico, che crea un forte disorientamento delle famiglie e che sgretola il diritto – uguale per tutti – all’istruzione” e con la conseguente confusione dei genitori che sono bombardati da una serie di notizie diverse.

Un profondo dissenso arriva da oltre 60 docenti del liceo scientifico “Salvemini” di Bari sul “caos organizzativo decisionale” in cui si ritrova la scuola italiana e “in relazione alle modalità attraverso le quali viene elaborandosi il prosieguo dell’anno scolastico”. Condividono quanto diffuso in un documento da un liceo di Roma ritenendo, insieme con i colleghi romani, doveroso “da parte delle istituzioni governative (Stato e Regione), garantire l’omogeneità dell’offerta didattica per le scuole secondarie superiori”. Bocciano “il balletto delle dichiarazioni di principio non seguite da alcuna concreta azione”. Gli insegnanti definiscono infatti la ddi “decisamente peggiorativa rispetto alla dad” tanto da considerarla “lesiva del principio costituzionale dell’uguaglianza nel diritto allo studio degli studenti, oltre che essere causa di una condizione professionalmente schizofrenica e improduttiva per la classe docente”. I docenti baresi, al pari di altri italiani, non ne possono più di riorganizzazioni interne tra disposizioni di banchi, misure da riconsiderare e orari e programmi da rivedere, e di vedere “scaricare” su di loro l’onere di continue riorganizzazioni che “rendono impossibile programmare in modo coerente il lavoro dei docenti e, quindi, l’offerta didattica”. Un disagio professionale che vogliono far emergere in una dimostrazione davanti all’istituto e una giornata di sciopero per richiedere di anticipare la campagna vaccinale del personale della scuola, di pianificare a medio termine i tempi entro cui continuare con la dad e quindi riprendere con la didattica in presenza al 100% e poter conoscere l’effettivo stato del piano speciale per i trasporti scolastici in Puglia in tempi brevi.

Intanto, tra considerazioni, diti puntati contro, proteste e generale sconforto, le lezioni riprenderanno domani 7 gennaio nella confusione totale tra chi farà lezioni in presenza e chi a distanza, sempre che i genitori abbiano fatto in tempo a segnalare la scelta.

Anna Caiati

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