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Inaugurazione anno giudiziario: “La mente e i cuori a quanti ci hanno lasciato”

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Poche autorità e distanziate, pochi interventi. Perché la pandemia è sempre in agguato e le regole bisogna rispettarle. E’ stato inaugurato così l’anno giudiziario, alla presenza del primo presidente della Corte di Cassazione, il barese Pietro Curzio.

Nella relazione del presidente della Corte d’Appello, Franco Cassano, non poteva mancare un pensiero a quanti sono stati travolti dal Covid: “Diamo conto del nostro operato indossando i finimenti rosso porpora ma con la mente e il cuore rivolti ai tanti che in Puglia ci hanno lasciati in questo anno doloroso. Un anno in cui siamo stati tutti impauriti e smarriti, presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa”.

Tante le difficoltà della giustizia. Su tutte quella dell’edilizia giudiziaria. Che però non ha bloccato la sua attività. La nota positiva è l’accelerazione del processo d’innovazione tecnologica che ha portato, soprattutto nel processo civile, a smaltire una parte di cause arretrate.  “La sfida che ci attende – ha detto Cassano – è di trasformare i disastri della pandemia in occasioni di crescita e di miglioramento della giustizia, conseguendo anche per questa via il miglioramento complessivo dell’economia del Paese”.   

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