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Legionella al Policlinico, la Procura insiste: sospendete i tre manager

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La Procura insiste: “La contaminazione da legionella si sarebbe potuta prevenire e i decessi dei pazienti ricoverati nei padiglioni infetti, Chini e Asclepios, del Policlinico si sarebbero potuti evitare”. E impugna in Cassazione l’annullamento delle interdizioni del Riesame per il dg Giovanni Migliore, l’ex direttore sanitario Matilde Carlucci e il dirigente degli appalti, Claudio Forte. La tesi del Tribunale della libertà secondo cui non esisteva alcun obbligo di applicare le linee guida anti-legionella e non c’è prova che i quattro decessi siano riconducibili al batterio, non convince la Procura. Anche alla luce di altri documenti acquisiti dai carabinieri del Nas. In particolare, si evidenziano le note del commissario straordinario del Policlinico, Vitangelo Dattoli, nominato dopo l’interdizione del dg Migliore, emerge che da dicembre 2020 a fine febbraio 2021, sono state “disposte e attuate le misure a breve termine” di manutenzione degli impianti idrici per prevenire contaminazioni ed “effettuate e concluse tutte le necessarie azioni di bonifica dei terminali risultati positivi per legionella”. Dopo questi interventi sono stati effettuati circa 150 campionamenti che “hanno dimostrato che l’attività di bonifica ha messo in sicurezza e consentito di eliminare la carica batterica”, rilevando “in larga parte negatività a legionella e in meno del 15% dei campioni positività” con conseguente “immediata attivazione di ulteriori misure di bonifica”.
    Dalla documentazione emerge anche che è stata “avviata la completa mappatura della rete idrica” dei due padiglioni Chini e Asclepios, finalizzata a “redigere il piano aziendale della sicurezza delle acque”, che sarà elaborato in collaborazione con l’Iss, e “tutti gli interventi necessari a porre in via definitiva le strutture interessate in sicurezza”. Insomma, secondo il procuratore aggiunto Alessio Coccioli e il pm Grazia Errede, le iniziative potevano essere attuate prima dei quattro decessi. Così come la Procura avrebbe provato nel ricorso presentato (così come ritenuto dal gip Abbattista a novembre) il nesso di causalità tra la presenza di legionella nei reparti Chini e Asclepios e almeno tre dei quattro decessi. Tra il 2018 e 2020 si sarebbero verificati 30 casi di legionella documentati nel Policlinico. 

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