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La città ha ricordato Giuseppe Mizzi, vittima di mafia, nel decennale della morte

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“Ammazzate il primo che trovate per strada degli Strisciuglio”. Disse così, Antonio Battista, boss del clan Di Cosola, a Emanuele Fiorentino e Edoardo Bove. I due entrarono subito in azione, tra i vicoli di Carbonara. E spararono contro Giuseppe Mizzi scambiandolo per uno spacciatore. Così, 10 anni fa venne ammazzato a colpi di pistola un innocente padre di famiglia. Giuseppe aveva 39 anni. Mandante ed esecutori sono stati condannati. Ieri la città che non dimentica ha voluto ricordare l’ennesima vittima di mafia. Una cerimonia semplice ma significativa. C’era il sindaco, Antonio Decaro: “Nessuna pandemia cancellerà il ricordo delle persone oneste che sono morte tragicamente per logiche di mafia,  perché rendendo omaggio al loro sacrificio noi ricordiamo la forza e il coraggio con cui questa città si è opposta alle logiche criminali e mafiose che per anni hanno cercato di schiacciarla. La città di Bari non dimentica”. Alla cerimonia sono intervenuti i familiari di Mizzi, la presidente del Municipio IV Grazia Albergo, il vicario prefetto di Bari Fabio Colapinto, il referente cittadino dell’associazione Libera don Angelo Cassano e il responsabile dell’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata Vitandrea Marzano.

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