Bariseranews.it – Oltre la notizia

Covid, proteste dei medici di base di Bari contro il carico burocratico dell’Asl

457 Visite

Una task force composta da almeno cinque volontari per avviare un processo di deburocratizzazione delle attività sanitarie del territorio; liberalizzazione della prenotazione dei tamponi; e un ufficio dedicato interamente ad emettere i provvedimenti di isolamento e fine isolamento. Sono solo tre delle richieste elencate in un documento che ha raccolto – finora – 133 firme da parte dei medici di base di Bari, per protestare contro i carichi burocratici della Asl e l’inadeguatezza delle piattaforme informatiche regionali.

“Le priorità della medicina generale ai tempi del Covid sono cambiate: – si legge nel testo firmato dal dott. Ivo Vulpi – rispondere al telefono, ai messaggi whatsapp, monitorare telefonicamente i pazienti Covid sintomatici per decidere terapie domiciliari, eventuali attivazioni di Usca, prenotare i tamponi sulla piattaforma regionale GiavaCovid con tempi di attesa di 10 minuti a persona, emettere i certificati di malattia per i pazienti in isolamento fiduciario, chiamare il 118 e attendere anche 30 minuti la risposta per attivare un ricovero urgente e, se avanza tempo, visitare qualche paziente no Covid”.

Il dottore precisa nel documento che molti tamponi vanno a vuoto e che molti pazienti si lamentano del ritardo con i propri medici di base. Poi c’è chi chiama per ottenere informazioni e rassicurazioni sui vaccini. Il tutto senza dimenticare che ci sono anche ricette e richieste di routine da preparare e da inviare.

Capita, tra l’altro, di dover “Rifare le ricette che a detta dei pazienti del Cup hanno codici di priorità sbagliati – continua il dottore nel documento – pur sapendo che se metti “urgente” viene visto entro 10 giorni, se metti “breve” viene visto non si sa quando, se metti “differibile” viene visto entro l’anno e se metti “programmabile” dovrai ristampare la richiesta l’anno dopo perché è diventata vecchia”.

Vulpi è come un fiume in piena: “Noi vogliamo risolvere una situazione che è sfuggita di mano. Toglieteci la burocrazia, fateci vaccinare e non fateci perdere tempo con le fotocopie scannerizzate. A cosa serve firmare, scannerizzare e stampare dei foglia, quando esistono le piattaforme nelle quali si può firmare digitalmente ogni documento attraverso il Token?”.

Il medico punta il dito anche contro il sistema di prenotazioni: “All’inizio sembrava semplice prenotare i tamponi con il portale GiavaCovid. Però poi il sistema si è intasato. Questo servizio pseudo automatizzato dovrebbe avvisare automaticamente il paziente. Ma qualche volta lo fa con una telefonata automatica. Se lo fa con vocina auto registrata a un paziente anziano, questo non sa cosa rispondere e quindi salta la prenotazione. Adesso siamo arrivati che possiamo prenotare in4 o 5 giorni, ma vengono richiamati dopo 20. Ci tornano al sera mail in cui ci comunicano che non è stato trovato nessuno slot per fare i tamponi per quel paziente. E bisogna rimettersi di nuovo a prenotare. Perché poi questi pazienti vanno in giro in quanto non sanno se sono positivi e negativi. Non abbiamo neanche la possibilità di vedere sulla piattaforma quali dei nostri pazienti siano stati vaccinati o meno”.

Ma i medici di base non sono gli unici a lamentarsi: anche i dottori del 118 contestano alcune lacune nel sistema delle responsabilità. “Ognuno scarica il problema a quello successivo”, scrive sul suo profilo Facebook un medico del 118, Alessandro Cicoria.

“Il paziente sta male e chiama il medico curante – racconta il dottor Cicoria – quando lo trova, il medico curante dice sempre di chiamare il 118, il paziente chiama e la centrale invia sempre il mezzo, perché non può rifiutarsi. Quando il medico del 118 chiama la sua centrale operativa per sapere dove andare, la risposta è sempre la stessa: “Non lo sappiamo, prova un pronto soccorso qualsiasi, scegli tu. Giunti in qualsiasi pronto soccorso, il teatrino è sempre lo stesso: “Perché venite tutti qua, non abbiamo più posto, dovete aspettare (oppure “è inutile che aspettate”). Addirittura, alcuni medici dei pronto soccorso minacciano denunce al medico di 118 che ha portato il paziente”.

Eppure qualcuno, alla fine, dovrà assumersene le responsabilità.

Promo