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Superlega, anche da Bari si leva il “no”. Gli ultras: «Calcio torni a dimensione umana»

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Il progetto della Superlega, il campionato “privato” dei ricchi del calcio europeo, è durato meno di 48 ore. L’idea si è infranta contro gli scogli dell’opposizione quasi universale dei tifosi e delle minacce di Uefa e Fifa. E così, fra ieri sera e stamattina, i sei club inglesi (Manchester City, Manchester United, Arsenal, Tottenham, Liverpool, Chelsea) e l’Inter se ne sono chiamati fuori; ieri sera erano arrivati segnali di ripensamento anche da Barcellona e Atletico Madrid. Insomma, a reggere la fiamma della Superlega sono rimasti solo Real Madrid e Juventus; troppo pochi, il progetto è stato per ora sospeso. A vincere sono forse stati i tifosi, certamente sono state Uefa e Fifa, che hanno trovato il modo di ricomporre lo scisma d’occidente calcistico. Con buona pace di Jp Morgan, la banca americana che nella Superlega aveva promesso di investire 3,5 miliardi di euro.

Cionondimeno, anche da Bari si leva il grido di rigetto per l’idea di un calcio dei ricchi. Nella notte gli ultras biancorossi hanno esposto uno striscione davanti al San Nicola: “La nostra passione contro i vostri interessi”. Messaggio chiaro, con tanto di simbolo del dollaro a sottolineare il concetto.

«Questa competizione non è altro che la certificazione del fallimento di un modello di calcio basato sul politicamente corretto, sul profitto ad ogni costo e sulla speculazione nei confronti dei tifosi – si legge su un comunicato apparso in contemporanea sui canali dei tre maggiori gruppi della tifoseria organizzata, Seguaci della Nord, Bulldog 1991 e Re David 1989. Ci auguriamo che gli organi di competenza, alla luce di quanto accaduto, inizino a pensare a una riforma del calcio che punti ad una dimensione più umana e sostenibile, mirata ad abbattere i costi e a rimettere i tifosi al centro. E se mai la Super League non dovesse essere solo un bluff ideato per chiedere maggiori introiti…che si facciano pure il loro campionato. Ma restino fuori da tutto il resto».

Nella serata di ieri si era espresso sul tema anche il sindaco Antonio Decaro, che in un post ha scritto: «Per me il calcio è Tovalieri che batte l’Inter a San Siro e festeggia col trenino. Per me il calcio è Totò Lopez che batte la Juve di Platini al Comunale di Torino. Forse quel calcio non c’è più da tempo, eppure dentro di me c’è un bambino che continua a emozionarsi quando vede la palla rotolare sull’erba.  Lasciate che quel bambino possa sognare ancora, insieme a milioni di eterni bambini, di tutto il mondo. No alla Superlega».

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