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Il Pnrr

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Abbiamo cominciato a leggere il Pnrr.
La complessità e vastità del provvedimento assorbe molto del nostro tempo e il pensiero corre ai nostri rappresentanti che in Parlamento hanno approvato “sulla parola” (cioè senza averlo letto) l’intero PNRR e quindi hanno posto in essere un atto nullo. Il Presidente della Repubblica non potrà non accorgersi di tale problema. Non si tratta di una opposizione, peraltro sparuta, che non era in condizione di dire la propria, ma dell’intera Aula che ha posto in essere un atto non valido perché non ne conosceva il contenuto.
Parliamo di un argomento per volta.
Quando si parla -nel PNRR- di modificazione dei procedimenti di esecuzione immobiliare se ne chiariscono le finalità:
“Obiettivi – L’obiettivo principale della riforma è definire una serie di interventi che garantiscano la semplificazione delle forme e dei tempi del processo esecutivo.
Modalità di attuazione – Il Piano rafforza la tutela del creditore o dell’avente diritto munito di un titolo esecutivo, mediante l’alleggerimento delle forme, la semplificazione dei modelli processuali, l’accelerazione dei tempi (l’eliminazione di termini superflui e la più sollecita cadenza delle fasi della vendita) e la maggiore effettività.”
Peccato che dove è scritto “creditore” va inteso “banche” dato che le garanzie di cui si parla si offrono per la grandissima parte alle banche che “vendono” il credito a fronte delle garanzie immobiliari. Quindi questo piano arriva prontamente a sostegno delle banche che stanno collezionando cifre indicibili (infatti non vengono rese pubbliche) di crediti inesigibili. Null’altro!! Avrebbero i deputati e i senatori votato una cosa del genere se ne avessero avuta contezza? Credo proprio di no!
Da tempo prima del contagio molte Associazioni di risparmiatori e consumatori hanno esplicitamente chiesto e spesso ottenuto che si sospendesse la restituzione della sorte capitale delle rate per rispondere alle esigenze di liquidità del mercato e alle indicazioni della BCE in questo senso. Anche l’ABI (Associazione delle banche italiane con tutte le Associazioni datoriali e consumeristiche d’Italia) ha sposato e attuato questa filosofia anche se restringendone la validità e la efficacia. Inoltre fin dalla finanziaria 2015 (L.190/14 art.1 comma 246) il legislatore provvedeva a rendere possibile tale procedura di sospensione ed allungamento dei termini di pagamento della sorte capitale.
Adesso nonostante le cose si siano fortemente aggravate si va in senso contrario ponendo anche un termine molto ravvicinato per la attuazione concreta di tali nuove procedure esecutive al fine di vendere e quindi liberare l’immobile dalla occupazione del mutuatario per incamerare il credito residuo più interessi e annessi e connessi; nuove procedure che -va detto- sarebbero salutari se si applicassero solo al recupero crediti in cui non siano le banche ad essere creditrici ma solo privati operatori! Invece si applica a tutti i creditori e quindi segnatamente alle banche.
A nessuno sfugge la circostanza che le banche sono Istituzioni che hanno una licenza che permette loro di esercitare l’intermediazione del credito. Cioè lo fanno per mestiere e quindi non si capisce a cosa serve incassare la sorte capitale se poi devono cercare altri cui prestare le stesse somme! È ovvio che la sorte interessi va garantita e contribuita alla banca nella maniera più ferma possibile; ma la sorte capitale specie in una fase di gravissima difficoltà che ha investito l’intero sistema economico planetario, non solo non è nell’interesse di nessuno che venga versata, ma, qualora fosse estorta con procedimenti “semplificati” e abbreviati” (cioè sommari) aggraverebbe la situazione generale dell’economia reale e anche quella di iperliquidità che angustia molte banche e che allontana il mondo finanziario dall’economia reale.
Vien fatto di chiedere: ma chi ha scritto queste cose?                             

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