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Diritto allo studio, gli universitari attaccano la Regione: “Adisu Puglia da quattro mesi senza Cda”

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Scontro frontale fra le associazioni che rappresentano gli studenti universitari e la Regione Puglia. Pietra dello scandalo è la mancata nomina di presidente (da nove mesi, da cui si arriva a quattro con la proroga) e membri rappresentanti nel consiglio di amministrazione di Adisu Puglia, l’agenzia regionale per il diritto allo studio.

Le associazioni studentesche lanciano il grido d’allarme e sollevano il problema dello scarso dialogo con assessori e consiglieri regionali. Sul tavolo della discussione “ballano” riconoscimento ed esercizio di diritti fondamentali degli studenti universitari, come mobilità, comuni fuorisede, rimborso dei pasti, rapporti sociali, esigenze strutturali.

“Nonostante le numerose segnalazioni tutto è fermo a causa dell’attesa, ormai da 9 mesi (dalle ultime elezioni regionali, Ndr), della nomina della presidenza e dei rappresentanti regionali nel consiglio di amministrazione dell’Agenzia per il diritto allo studio universitario della Regione Puglia”, afferma Carpentiere Cosimo, rappresentante degli studenti in Consiglio di Amministrazione del Politecnico di Bari.

Enrico Boffetti, rappresentante degli studenti nel Cda Adisu, fa eco: “Siamo in un periodo difficile e le istituzioni non sono al nostro fianco. Numerosi sono i problemi che stiamo riscontrando come studenti; la lista è lunga. Siamo stanchi di aspettare e sentirci dire a breve cambieremo tutto”.

La paralisi dei lavori in seno ad Adisu Puglia ha ricadute gravi anche sulla situazione degli studenti che usufruiscono degli alloggi universtiari. La denuncia arriva dai rappresentanti della residenza universitaria “Renato dell’Andro”, Leonardo Renna e Antonello Clemente: “I nostri primi contatti con la regione Puglia sono avvenuti in occasione di uno spiacevole episodio accaduto all’interno della residenza universitaria “Renato dell’Andro”, che ospita oltre 400 studenti fuori sede.

In tale occasione Adisu Puglia ha organizzato, all’ interno degli ambienti comuni utilizzati dagli studenti, le prove preselettive per due concorsi indetti dalla stessa agenzia, privando gli studenti della possibilità di usufruire per oltre una settimana degli ambienti comuni”.

Situazione che – si prevede – tornerà in maniera analoga a fine giugno, quando verranno espletate le prove scritte, al netto delle criticità sollevate dal corpo rappresentanti della residenza.

In una riunione tenutasi il 13 maggio con l’assessore Sebastiano Leo, fanno sapere le associazioni, è stata “Manifestata esclusivamente la voglia di rivoluzionare l’agenzia e di assegnare in tempi brevissimi le nuove rappresentanze della regione all’interno del Cda. Era stato detto che ci sarebbe stato un nuovo incontro con l’assessore, ma così non è stato”.

Antonio Lorusso, senatore accademico dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”, puntualizza: “Agli studenti ogni anno arriva la CU della borsa di studio in cui compare, a prescindere dall’utilizzo o meno dei pasti, il loro ammontare tra i redditi. Se viene contabilizzata nei redditi dello studente ma in realtà non viene mai utilizzata, la somma residua che fine fa? Perché viene contabilizzata a prescindere influendo sul reddito dello studente?”.

Sul tema interviene anche Boffetti, che prosegue: “I pasti non usufruiti dagli studenti verranno monetizzati o convertiti in buoni pasto utilizzabili in altre strutture, come ad esempio supermercati o ipermercati, come avviene in altre regioni?”.

Carpentiere conclude: “Dopo i passi in avanti fatti l’anno scorso con l’inserimento di nuovi comuni fuori sede come Barletta, Trani, Altamura ed Andria, verranno fatti dei passi indietro? Sarà data la possibilità di scegliere fin dalla fase di domanda se stabilirsi presso una residenza universitaria oppure optare per il rimborso del canone di locazione? Tale opportunità e nostra proposta snellirebbe le procedure burocratiche dell’agenzia per il diritto allo studio, evitando numerosi slittamenti delle graduatorie; ed agevolerebbe lo studente fuori sede che non si ridurrebbe nei mesi autunnali a dover firmare il contratto di locazione”.

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