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Il vaccino della discordia e i giovani pugliesi di Serie B

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Un’attesa logorante e, d’ora in poi, sempre più snervante. È quella dei vaccini in Puglia, la cui somministrazione diventa ancora una volta un caso: a causa delle dosi non sufficienti verrà a partire da oggi data priorità a chi ha già avuto almeno una dose per il richiamo, andando però contro quella fascia d’età under 30 già da tempo in attesa di ricevere la prima e che invece…dovrà attendere e chissà quanto. Una situazione in divenire e che in caso di ulteriori rifornimenti potrebbe contenere l’emergenza anche se, intanto, gli appuntamenti in programma dal 5 all’11 luglio hanno subito già un rinvio. Si valuterà di settimana in settimana.

Tuttavia il rammarico è grande. Perché, anche se magari le colpe non possono essere imputabili direttamente alla regione, resta il fatto che i giovani under 30 sono considerati cittadini di Serie B: quasi come se non essere infermieri, medici, avvocati o magistrati fosse una colpa. Cosi come sarebbe assurdo ipotizzare nei mesi a venire nuovi lockdown soltanto ai non vaccinati. E per la scuola le ripercussioni sarebbero enormi: come rimettere in sesto un sistema che questa pandemia ha già contribuito a minare nei suoi aspetti più profondi? Insomma, siamo alle solite. Aspettare e sperare, giocando sulla pazienza e magari anche sui nervi dei cittadini.

Inevitabili le ripercussioni sul turismo estero: tanti coloro costretti a rivedere i propri piani per le vacanze, ma anche per chi avrebbe voluto mettere in sicurezza persone più deboli o fragili, magari tra parenti o famigliari. Danni economici e morali, che si vanno ad aggiungere ad altri precedenti aspetti rivedibili sulla gestione della pandemia. E restiamo a guardare…

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