La Cassa Prestanza sta logorando i dipendenti di Bari

Torna alla ribalta una annosa questione che da anni affligge tanti dipendenti pubblici del Capoluogo Barese: parliamo della c.d. Cassa Prestanza.

Segnatamente la Cassa Prestanza non è un “welfare” aziendale ma un contratto giuridico unilaterale istituito, nel 1924, dal Comune di Bari per i suoi dipendenti comunali.

In altre parole, è una sorta di “salvadanaio” costituito da un contributo straordinario erogato dal Comune di Bari e dai contributi erogati dagli iscritti in percentuale rispetto alla retribuzione. Ratio della Cassa de qua è quella di concedere agli iscritti prestazioni integrative di carattere previdenziale, quali il premio di buonuscita, prestazioni assistenziali e ricreative come borse di studio.

Tale Cassa, ridenominata nel 1957 << Cassa di previdenza, sovvenzioni ed assistenza tra dipendenti comunali>> ha, correttamente, erogato agli iscritti le prestazioni integrative fino al 2014 anno in cui il Comune di Bari , a seguito dei dubbi di legittimità espressi dalla Corte dei Conti, ha iniziato a non versare più il contributo annuo creando uno squilibrio tra entrate ed uscite, che nel corso degli anni è andato sempre più ad aggravarsi.

Invero, ad oggi, la Cassa versa in una condizione di insolvenza ed impossibilità di ripristino dell’equilibrio economico, patrimoniale e finanziario; condizione questa che risulta poco se non per nulla trasparente agli attuali ed ex iscritti comunali che da anni lottano per avere risposte su un “diritto” che a loro spetta per legge in quanto da anni hanno prestato servizio al Comune e hanno accantonato dalle proprie buste paga quanto dovuto e richiesto per mantenere in vita la Cassa Prestanza.

Risposte che sono giunte tanto dalle Competenti Autorità giudiziarie quanto dall’Amministrazione Comunale che non hanno, però, per nulla convinto gli iscritti in quanto basate non su atti e analisi concreti, ma solo su posizioni aleatorie carenti di qualsiasi supporto giuridico.

Pertanto, al fine di dare risposte immediate ai dipendenti comunali con soluzioni giuridiche tempestive e chiare è necessario effettuare una completa e minuziosa analisi giuridica che deve partire dai singoli riferimenti normativi

nonché dall’accesso ad atti, bilanci e fascicoli che consentano di individuare il “perché” dello status in cui si trova oggi la Cassa Prestanza e il “perché” l’Amministrazione Comunale non sia mai riuscita a trovare soluzioni giuridiche compatibili con l’ordinamento della Cassa.

Bisogna, quindi, ripartire analizzando tutta la documentazione che la p.a. deve “necessariamente” mettere a disposizione dei richiedenti legittimati perché solo così, si può iniziare a intravedere una soluzione a tale vicenda che ormai ha gettato nello sconforto gli ex lavoratori e le ex lavoratrici comunali lesi nei loro diritti legittimi e a cui va la massima solidarietà e vicinanza della mia Associazione Gens Nova Odv.

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