Intera classe della “Del Prete” in protesta nel primo giorno di scuola

Il primo giorno di scuola dovrebbe essere felice e sereno con un caloroso bentornati rivolto ad alunni, genitori e insegnanti. A Bari, oggi, non lo è stato per tutti. Non per gli studenti della ex scuola “Carlo del Prete” in corso Benedetto Croce, chiusa a giugno scorso per far posto agli uffici del Municipio II. Non per un’intera classe, la seconda elementare, sfrattata nella “De Amicis” insieme con altre due. Edificio, quest’ultimo, dotato di aule più anguste e quindi sovraffollate rispetto alla più spaziosa (si contano una trentina di aule) e arieggiata che avevano nell’edificio storico. I genitori non accettano il trasferimento forzato soprattutto perché, il nuovo edificio, non garantirebbe i distanziamenti necessari ad evitare eventuali contagi da Covid-19.

Tra mezzi delle Forze dell’Ordine, traffico cittadino (smog e rumori compresi), trasloco in atto e lavori alla facciata di un vicino palazzo, si è svolto l’anomalo “primo giorno di scuola” di una quindicina di bambini e genitori, ritrovatisi davanti al portone chiuso per protestare contro la decisione presa a loro spese da adulti a loro sconosciuti. I bimbi sono arrivati con il grembiulino azzurro e gli zaini, accompagnati da mamme e papà. In strada rappresentanti del “Comitato genitori scuola Del Prete”, insieme con i delegati del coordinamento di associazioni “Salviamo la Scuola Carlo Del Prete”, tra cui l’ex docente Tonia Guerra, e dell’asp “La Scuola che vogliamo – Scuole diffuse in Puglia”, presieduta da Terry Marinuzzi.

Le circa 1.500 firme raccolte con una petizione partita a giugno, insieme con altre proteste davanti alla scuola, la richiesta di incontri, due quelli con il primo cittadino e l’assessore comunale all’Istruzione, Paola Romano, non sono serviti a nulla. Qui saranno presto trasferiti gli uffici dell’ex Circoscrizione. L’edificio è stato svuotato in questi mesi estivi e sono partiti i lavori per il cablaggio e consentire l’accesso più veloce ad internet per favorire il lavoro agli impiegati che arriveranno.

Il portone è tristemente chiuso e i bambini sono stati portati in altra sede, con aule più anguste – ricorda Tonia Guerra – E lo si fa in piena pandemia. Un paradosso a Bari dove le autorità sono latitanti. Ci hanno scippato la scuola”. Tra le lamentele diffuse quelle di non essere mai stati ricevuti dal dirigente scolastico Claudio Grosso, preside dell’istituto comprensivo “De Amicis-Laterza”. L’unico avviso ricevuto è quello affisso ad una finestra dell’istituto chiuso con giorno e orari inizio nuovo anno scolastico della scuola dell’infanzia, ingressi di accesso, recapiti da contattare e invito a collaborare per l’accoglienza graduale.  Purtroppo il sentore è che “non sia un problema di spazi ma di volontà politica – dichiara Terry Marinuzzi – L’assessore Romano nel primo giorno di protesta aveva assicurato (stessa cosa affermò, raggiunta telefonicamente, a Bariseranews, ndr) che la “Carlo Del Prete” sarebbe rimasta scuola o trasformata in un contenitore culturale. Poi si è eclissata. Tant’è che oggi, sebbene invitata, insieme con il sindaco Antonio Decaro, non è venuta”. Ed in effetti non si è presentato nessun responsabile, nessun dirigente o politico. Tutti sembrano aver abbandonato questi cittadini.

In strada i bambini, oggi hanno avuto la più brutta lezione che potessero ricevere: i politici non hanno al centro delle loro attenzioni i più piccoli, i futuri cittadini. Per gli alunni di età tra i 6 e i 7 anni, è stato il più orrendo ritorno a scuola. Qualcuno – ci confida qualche mamma – ha pianto prima di venire qui. “Non voglio andare a scuola in strada” è stata la risposta di una bimba ad una nostra domanda. Sanno bene che la scuola si fa in un’aula pulita, ben arieggiata, ampia, colorata, con i disegni – i loro – affissi alle pareti, con i banchi (da due anni ormai distanziati ad un metro e mezzo), le mascherine (altra costrizione forte per la loro età) e con le maestre che li accolgono. “Vogliamo vedere le nostre maestre” grida un gruppo di 4-5 bimbe vispissime ma evidentemente tristi per quel giorno così diverso e per mesi di dad che non vogliono più ripetere. Le insegnanti non erano presenti fisicamente ma sappiamo che sono con loro con il cuore. “Volevamo avere un bellissimo giorno, non così” aggiunge un’altra. “La nostra scuola era bellissima – afferma – c’era la palestra, la biblioteca con i libri, non è giusto togliere un posto per i bambini per fare posto agli adulti”. Il gruppo di bambine è ben aggregato perché si conoscono ormai da quattro anni. Nell’edificio della “Del Prete” hanno frequentato non solo la prima classe delle elementari ma tutti e tre gli anni della scuola dell’infanzia. Sono quindi molto legate tra loro e all’istituto. A loro si è “strappato” un importante riferimento e luogo di ricordi indelebili e a misura.

Per far sentire la loro voce hanno poi effettuato un giro attorno all’ex istituto intonando il primo verso di “Bella Ciao”. Un momento di riflessione e protesta si è poi svolto in via Luigi Pinto davanti all’entrata

per i bimbi dell’asilo con accanto quella per gli Uffici dell’Anagrafe. Mentre i più piccoli potevano tranquillamente entrare nelle aule dedicate alla scuola materna – le uniche rimaste – ai più grandicelli è stato impedito. E purtroppo i bambini non hanno ancora ben capito perché. I genitori non avendo ricevuto, ad oggi, risposte concrete sui motivi reali della decisione presa da altri adulti non hanno saputo spiegarlo. La protesta non si ferma, asseriscono convinti i genitori, continueremo. In che modo lo decideranno nelle prossime ore.

Anna Caiati

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