Lunedì 27 maggio va in scena, nel quartiere San Paolo di Bari, Stoc Ddò. Un nuovo appuntamento con il progetto Second Life

La storia dello spettacolo è nota. Siamo nel 2001, il 12 luglio, a Bari vecchia. Michele Fazio ha quasi 16 anni e stava tornando a casa quando resta vittima di un fuoco incrociato. Da quella morte è nata una storia di resistenza, di forza, una storia di antimafia. Da quella morte si è alzata la voce di Lella, mamma di Michele, voce che si è fatta eco della lotta per la legalità, la voce di una donna che non ha mai abbassato lo sguardo davanti alla violenza. 

La storia di Michele e Lella è diventata una pièce teatrale scritta da Osvaldo Capraro e interpretata da Sara Bevilacqua che ne ha curato anche la regia. STOC DDO’ – IO STO QUA è la storia vera di Lella, che da quel giorno con la sola presenza di madre ferita, impone le esigenze della giustizia ai clan, denunciando, testimoniando, puntando gli occhi negli occhi di chi vuole imporle il silenzio. “Io non fuggo – dice – e nemmeno chiudo la porta di casa: io sto qua”. Da dove, Lella, ha tratto la forza per combattere una guerra che non l’ha mai vista abbassare lo sguardo? Dall’esempio di sua mamma, cumma’ Nenette, donna determinata nell’educare i figli alla sostanza delle cose. Dal sostegno del marito Pinuccio, della famiglia e della gente del quartiere. Ma, soprattutto, dal dialogo mai interrotto con Michele, il garzone allegro, l’angelo di Bari Vecchia. 

STOC DDO’ – IO STO QUA andrà in scena, gratuitamente, lunedì 27 maggio 2024, alle 19.00 nell’Istituto Comprensivo “B. Grimaldi – L. Lombardi” in via Lombardia 2 a Bari. Prima dello spettacolo interverranno Lella e Pinuccio Fazio genitori di Michele, Maria Pia Vigilante presidente dell’associazione Giraffa, Valeria Montaruli presidente del Tribunale per i minorenni di Bari, Ines Pierucci assessora alla cultura del Comune di Bari, il questore di Bari Giovanni Signer e don Angelo Cassano referente di Libera per Bari.

Lo spettacolo è il secondo degli eventi speciali previsti dal progetto Second Life, progetto realizzato con il sostegno di Fondazione con il Sud, in alcuni dei quartieri difficili della città di Bari. Second Life è un progetto che vuole rafforzare le azioni del centro antiviolenza “Paola Labriola” gestito dall’APS G.I.R.A.F.F.A. al fine di far emergere e accompagnare un maggior numero di donne vittime di violenza maschile al recupero della propria autostima, e di avviare un innovativo percorso che lavori sulla violenza economica e sull’inserimento socio-lavorativo. Ma è anche un progetto che vuole promuovere un cambiamento culturale.

«Abbiamo deciso di proseguire la nostra attività di sensibilizzazione nel quartiere San Paolo di Bari, non perché ritenuto un quartiere periferico – ha dichiarato Maria Pia Vigilante, presidente di Giraffa – ma perché sappiamo che ha molte fragilità le cui conseguenze ricadono spessissimo sulle donne. Abbiamo deciso di portare questa pièce teatrale all’interno del progetto Second life perché rappresenta una violenza grave che Lella, in quanto madre, e Pinuccio, come padre, hanno subìto a seguito dell’uccisione di Michele Fazio. Non è possibile fare una graduatoria delle violenze maschili agite ai danni delle donne, e in questo caso della famiglia intera, ma è possibile lavorare giorno dopo giorno per il ripristino della legalità e del rispetto dei diritti umani. Legalità e rispetto dei diritti umani vanno insieme e costituiscono la forza di una società sana come quella che ognuna di noi deve esigere ogni giorno».

L’ingresso è gratuito e libero sino ad esaurimento posti.

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