Fermiconlemani e Tiziana Cecere: alla ricerca della rinascita coi Tulipani

 C’è un vulnus profondo nella nostra società: l’offesa ai sentimenti. Siamo ormai alla deriva in una società moralmente decaduta, dove i valori sono lontani, le lotte sociali inesistenti e la tutela delle persone è quasi lasciata al caso. Tuttavia, c’è un settore che, a denti stretti, tenta di emergere da questa melma composta di materiali oleosi e maleodoranti: le associazioni, specialmente quelle che difendono i diritti.

Senza retorica, dobbiamo ammettere che i comportamenti umani si stanno evolvendo verso una sponda a tratti molto frastagliata, dove le difficoltà di approdo portano alla ricerca di soluzioni comode, senza badare alle conseguenze. Uno degli aspetti più esecrabili di questa società “spenta” è il femminicidio, una vera barbarie, una vera strage.

Con molta amarezza, il femminicidio sembra essere una tendenza “preferita” tra le azioni criminali più spettacolari e mediatiche, perpetrate da quella parte di partner (per lo più maschi, ma non uomini!) afflitti da una cultura anaffettiva, sociopatica e brutale, che esplode in una rabbia incontrollabile, placata solo dalla “distruzione” dell’essere.

Assassini brutali, non uomini, ma bestie, capaci di non sentire alcun rimorso, pieni di tossicità, vivono come se nulla fosse, perché il loro credo è la menzogna. E di tutto ciò, il nostro sistema è lento, spesso inerme, spesso assente. Ecco perché, in parte, questo spazio è occupato dalle associazioni.

Da tempo seguo le iniziative dell’associazione “Fermiconlemani”, molto attiva nella lotta contro la violenza sulle donne, sui bambini e su quanti hanno bisogno di essere protetti. L’instancabile lavoro della presidentessa, avv. Tiziana Cecere, è palpabile; lo senti come quella brezza mattutina che ti accarezza e ti asciuga le lacrime. Ma Tiziana Cecere non è sola: lo staff di Fermiconlemani è in stato di guerra perenne. Le loro armi sono la formazione, l’educazione, l’assistenza legale e psicologica, e la loro forza risiede nella fede e nel volontariato, che non paga, ma è pura passione.

Una delle iniziative più penetranti nella nostra società oscurata è quella a cui ho assistito ieri a Turi: la piantumazione di bulbi di tulipano, simbolo di rinascita, libertà e accettazione della vita. È stata anche installata una cassetta postale “HELP” di colore rosso, con QR code e il numero verde 800.822.538, utile per l’assistenza che l’associazione promette e mantiene. L’evento si è tenuto in Piazza Pertini, nella villetta comunale, alla presenza di numerose personalità.

Devo dire che c’è stata una ricchezza di emozioni. Parlare di femminicidio, o più largamente di quel sordo dolore sia fisico che psicologico che si patisce spesso tra le mura domestiche, lascia molta delusione mista a quella tipica amarezza dell’impotenza, tra il voler fare e il non poter fare.

Tutti gli ospiti, istituzionali e non, lo hanno stigmatizzato: le vittime non devono essere lasciate sole; si può recuperare, aiutare, difendere, rinascere. Ma tutti insieme, altrimenti è una battaglia persa in partenza. Fermiconlemani ci prova da tempo e trova sempre terreno fertile, come quello dove vengono piantumati i bulbi di tulipano.

Permettetemi un ringraziamento sentito agli organizzatori dell’evento, tra cui il prestigioso Comitato delle pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Bari, a seguire alla delegata turese dell’associazione Rossana De Grisantis, al Sindaco Giuseppe De Tomaso, alla Vicesindaco Teresa De Carolis, agli Assessori Lilli Susca e Teresita De Florio, alle consigliere Anna Maria Di Venere, Giovanna Elisabetta Zaccheo e Tina Resta, ed infine alla dott.ssa Antonella Gallinotti.

(tutte donne, tranne il sindaco, sarà un messaggio?).

Franco Marella

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