Made in Italy… fuggito all’estero

Stiamo assistendo a una massiccia operazione continua e sistematica di acquisizione di marchi e imprese italiani, da parte degli stranieri. Cosa resterà dell’Italia agli italiani, tra qualche anno?

Le principali birre italiane, come Dreher, Birra Moretti, Ichnusa e Messina sono passate sotto il controllo della Heineken Italia, che è una filiale della multinazionale olandese Heineken. Birra Peroni, invece, ha ceduto la proprietà al gruppo giapponese Asahi Breweries. Heineken Italia risulta il primo produttore di birra in Italia, con una quota di vendite del 32% e 7 milioni di ettolitri prodotti ogni anno.

Bill Gates ha una sua quota di controllo su molti di quei marchi italiani di birra, tra cui: Moretti, Ichnusa, Dreher, Messina e Baffo d’Oro.

La birra Poretti è stata rilevata dalla danese Carlsberg nel 1982. Ma gli stranieri non si fermano ai prodotti. Ora stanno comprando fette della (residua) Sanità italiana e ‘arraffano’ progressivamente altre categorie professionali, come quella degli Studi legali.

A chi appartengono queste società che rilevano gli studi professionali? Soprattutto, di che nazionalità è l’azionariato? Quasi tutto il comparto medico italiano è stato acquistato dagli inglesi.

Le squadre di calcio, le detengono principalmente le company americane.

I tifosi si rendono conto di cosa state tifando? Un azionariato estero che non ha più nulla di nazionalistico, campanilistico e nostrano!

Ma, piuttosto, tifate per le squadrette locali dei bambini, per rimanere su qualcosa di autoctono, se vi sentite ancora italiani. E’ diventato artificioso il tifo per le squadre come: Milan, Inter e Roma. Sono state tutte comprate dagli USA! Non si salvano neanche le altre.

Per un italiano del III Millennio sarebbe più appropriato tifare per i Rams di Los Angeles o gli Yankees di New York, che almeno corrispondono come nome, territorio e proprietà allo stesso Stato.

Gli oriundi di derivazione italiana, invece, conservano solo il nome tradizionale. Neanche i calciatori appartengono alla regione iniziale e, spesso, sono pure stranieri.

Questo sistema di assertività calcistica surrogata raggira il senso di appartenenza dei tifosi con l’inganno dell’omonimia di storica memoria: la squadra conserva solo il nome originale, ma è diventata un artefatto.

Molte banche italiane sono andate a infoltire la finanza francese. Le aziende automobilistiche, nate in Italia, sono state ripartite tra Cina, Francia e Germania.

I gelati nostrani sono diventati inglesi. Moda e cibo vengono spartiti tra Svizzera e Francia, soprattutto.

E l’avvocatura? Ora, a quale stato estero dovremo accendere un cero per votarci alla benevolenza giudiziaria di un santo ‘forestiero’? Al Sud si acclamerebbe: “San Accattat tutt”! (traduzione: Hanno comprato tutto), nel caso avessero già canonizzato questo ‘santo mercantile’.

Le istituzioni italiane sono in vendita, su piazza. Forse, pure in svendita, come sta accadendo per Il Monte dei Paschi di Siena (MPS), le cui azioni vengono cedute, a brandelli, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

Sono i nostri governanti che fanno ‘sbranare’ la ricchezza nazionale da terzi sotto il nome neutro di “Privatizzazione”, applicando formule incomprensibili, appositamente attinte a una lingua straniera, come per l’‘Accelerated bookbuilding’ che niente vuol dire, se non: “Facciamo presto, prima che qualcuno la blocchi”.

Si è mai visto che una tale politica abbia portato benefici all’economia nazionale?

L’obiettivo sarebbe quello di ridurre il debito pubblico che, attualmente, è fortemente aumentato dal fatidico ‘Riarmo’, di iniziativa della Comunità europea.

In pratica, stiamo estinguendo il patrimonio nazionale per “esportare morte” negli scenari di guerra esteri. Che bella idea ha avuto l’Unione europea!

Alcune operazioni di vendita sono state indagate dalla magistratura per “Sospette irregolarità”!

Chi sta azzannando gli Euro italiani?

Gli investitori esteri comprano in Dollari USA, Dollari singaporiani, Grivnie ucraine, Sterline, Yen, Rubli, Corone svedesi, Lire turche, Dirham degli Emirati Arabi, Fiorini ungheresi, Rial quatariani, Renminbi cinesi, Won coreani, Dollari canadesi, Franchi svizzeri, Dollari di Hong Kong ed Euro esteri!

Non ci dimentichiamo che stiamo perdendo i gioielli casalinghi quando ci fanno un’offerta che appare allettante!

Tanto per ‘gradire’, questo è un elenco di quasi tutte le aziende che non sono più italiane:

https://www.prcfirenze.org/elenco-aggiornato-ma-non-esaustivo-dei-marchi-italiani-passati-in-mano-straniera-negli-ultimi-anni/

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