Nei giorni scorsi la Polizia d Stato ha tratto in arresto due persone, un 32enne e un 30enne baresi, in quanto accusate del reato di detenzione di droga.Nello specifico, nel corso di un servizio di controllo del territorio disposto dal Questore per intensificare il contrasto ai reati di criminalità diffusa e, in particolare, al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, una pattuglia della Squadra Mobile procedeva al controllo di uno dei due soggetti mentre usciva da uno stabile. All’atto del controllo, il 32enne, conosciuto dai poliziotti per i suoi precedenti per droga, esibiva spontaneamente una busta che aveva in mano contenente circa 120 grammi di hashish e circa 60 grammi di marijuana, suddivisi in dosi pronte per essere vendute.I poliziotti effettuavano una perquisizione del controllato, per verificare se avesse altra sostanza indosso, che consentiva di rinvenire un mazzo di chiavi le quali, a seguito di immediati accertamenti, si scopriva essere riferibile a un appartamento che si trovava proprio all’interno dello stabile da cui era uscito poco prima. Una volta entrati, gli operatori constatavano che all’interno vi era il secondo indagato che risultava effettivamente domiciliato in quell’abitazione. Veniva, pertanto, effettuata una perquisizione domiciliare che permetteva di rinvenire circa 3,5 kg di hashish e circa 800 grammi di marijuana nonché un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento e la successiva commercializzazione della sostanza stupefacente.I due soggetti venivano, pertanto, dichiarati in arresto e portati in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, per poi essere sottoposti agli arresti domiciliari._____________________________________________________________________________Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli elementi sin qui acquisiti, nonché la stessa misura cautelare, hanno natura provvisoria. La misura cautelare è fondata su un giudizio di mera probabilità (gravi indizi di colpevolezza) e non costituisce in alcun modo accertamento di responsabilità.Le persone sottoposte alle indagini non possono essere indicate come colpevoli fino a quando la colpevolezza non sia stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabile, come stabilito dall’art. 27, secondo comma, della Costituzione e dagli artt. 115-bis c.p.p. e 2 del d.lgs. 8 novembre 2021, n. 188. Esse hanno diritto di formulare le proprie difese e di chiedere il riesame della misura nei competenti.Occorre inoltre tenere distinti i diversi piani dell’ipotesi investigativa, della contestazione, della decisione cautelare e dell’accertamento definitivo della responsabilità: solo quest’ultimo, eventuale e successivo, potrà affermare la colpevolezza.Si rammenta, ai sensi dell’art. 114 c.p.p. e dell’art. 5 del d.lgs. 20 febbraio 2006, n. 106, che non è consentita la riproduzione del testo dell’ordinanza applicativa della misura cautelare personale fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare.Questo Ufficio confida nella collaborazione degli organi di informazione affinché la notizia sia diffusa con linguaggio sobrio e non colpevolista imposto dalla legge, senza l’impiego di denominazioni o espressioni lesive della presunzione di innocenza e senza diffusione di immagini di persone sottoposte a restrizione della libertà.
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