La Presidenza provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori (MCL) Terra di Bari esprime la propria attenzione e condivisione rispetto alle riflessioni dell’arcivescovo di Bari-Bitonto e Presidente della Conferenza Episcopale Pugliese, mons. Giuseppe Satriano, sul delicato tema del fine vita, in relazione al dibattito politico e alla proposta di legge presentata dai gruppi di maggioranza di centrosinistra in Consiglio regionale della Puglia.
I vescovi pugliesi, con il documento «Per una cultura della cura e della dignità fino alla fine», hanno richiamato le istituzioni alla necessità di mettere al centro la persona, la sua dignità e il diritto a non essere abbandonata nella malattia e nella sofferenza. Un messaggio forte, che invita la politica a evitare contrapposizioni ideologiche e ad affrontare una questione tanto delicata con responsabilità, sensibilità e rispetto per ogni vita umana.
La posizione del MCL Terra di Bari si fonda su un principio essenziale: prima di considerare la morte medicalmente assistita come una risposta alla sofferenza, occorre garantire concretamente a tutti la possibilità di essere curati, assistiti e accompagnati con dignità.
Non si tratta di ignorare il dolore, né di negare la complessità delle situazioni che coinvolgono persone affette da malattie gravi e irreversibili. Si tratta, piuttosto, di chiedersi se il nostro sistema sanitario e sociale stia facendo davvero tutto il necessario per sostenere chi soffre e chi se ne prende cura.
Non possiamo dimenticare le famiglie che ogni giorno affrontano situazioni drammatiche, spesso segnate da sacrifici economici, stanchezza fisica, sofferenza psicologica e solitudine. Famiglie che, oltre al peso della malattia di una persona cara, devono spesso fare i conti con difficoltà assistenziali e servizi non sempre sufficienti. A loro dobbiamo risposte concrete, non soltanto dichiarazioni di principio.
In questa prospettiva, il Movimento Cristiano Lavoratori – MCL Terra di Bari richiama anche le riflessioni del Presidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori, Alfonso Luzzi, che sollecita il Governo a rafforzare gli interventi a sostegno delle famiglie chiamate ad affrontare il dramma della malattia e della sofferenza.
È necessario investire maggiormente nelle cure palliative, nella terapia del dolore, nell’assistenza domiciliare, negli hospice, nel sostegno psicologico e nell’aiuto economico alle famiglie e ai caregiver. Occorre inoltre garantire che ogni persona possa accedere tempestivamente a servizi sanitari adeguati, senza che le condizioni economiche o sociali diventino un ostacolo alla cura.
La vera libertà di scelta esiste soltanto quando nessuno è costretto a scegliere perché si sente solo, abbandonato o diventato un peso per i propri cari.
Il Movimento Cristiano Lavoratori – MCL ritiene, inoltre, fondamentale distinguere con chiarezza tra l’accanimento terapeutico, che non rappresenta un obbligo morale, e l’accompagnamento della persona malata attraverso cure appropriate, sollievo dal dolore e vicinanza umana. Difendere la vita non significa prolungare indiscriminatamente ogni trattamento, ma riconoscere il valore della persona anche nella fragilità e nella fase terminale della malattia.
La proposta di legge regionale sul fine vita merita pertanto un confronto serio, approfondito e rispettoso delle diverse sensibilità, senza trasformare una questione che tocca la coscienza di ciascuno in uno scontro politico.
La Presidenza provinciale del MCL Terra di Bari invita le istituzioni regionali e nazionali a mettere al centro dell’agenda politica un impegno concreto: rafforzare la rete delle cure, sostenere chi assiste i malati e garantire a ogni persona il diritto a essere curata con competenza, rispetto e amore.
Per il Movimento Cristiano Lavoratori, la dignità umana non viene meno con la malattia, la perdita dell’autonomia o l’avvicinarsi della morte. È proprio nei momenti di maggiore fragilità che una comunità dimostra la propria capacità di essere solidale.
Il nostro obiettivo deve essere una società nella quale nessuno sia lasciato solo e nessuna famiglia debba affrontare senza aiuto il peso della sofferenza. Perché prima di discutere di come porre fine alla vita, abbiamo il dovere di garantire a tutti le condizioni per vivere la malattia con dignità, assistenza e speranza.
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
