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Parco 2 giugno, Comune-vandali la sfida infinita per difendere il polmone verde malato

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Il Parco 2 giugno tanto amato dai baresi, quanto preso di mira dai vandali e dagli incivili, è sotto la stretta attenzione dell’Amministrazione comunale di Bari che sta cercando con ogni mezzo di restituire salute al “primo polmone verde” (esteso su 6mila metri quadrati) per renderlo bello e fruibile al 100% e garantire sicurezza ad ogni ora.

Dopo l’installazione di più luci (250 pali di illuminazione) e l’aggiunta di 4 telecamere di videosorveglianza (altre 26 circa saranno posizionate entro fine anno) in prossimità dei campi di gioco nel tentativo di inibire atti vandalici anche di notte poiché a infrarossi, il Comune, nell’ultimo mese, ha apportato altre modifiche resesi necessarie dopo nuove incursioni di vandali che purtroppo non si fermano nemmeno davanti alle telecamere.

Abbiamo perlustrato in lungo e largo il parco dove i baresi trascorrono le ore libere per praticare sport, per passeggiare o solo per incontrare gli amici. Un viaggio tra luci e ombre, dove pericoli e brutture sono sempre dietro l’angolo per colpa di Incivili e vandali. Il maggior numero di luci per la sera, ad esempio, risulta insufficiente a scongiurare i raid dei teppisti. Se i campi sportivi possono contare su “più” illuminazione, i laghetti ne hanno “meno”, poiché si è preferita la luminosità bassa per non disturbare i ritmi biologici degli animali. Spicchi di parco purtroppo ancora a rischio così come le zone isolate sebbene siano più illuminate rispetto al passato.

Si continua, purtroppo, ad assistere alla rovina e alla sostituzione dei canestri nei due campi dedicati al basket dove al momento non c’è un canestro utilizzabile, anche l’ultimo che ha resistito sino a qualche settimana fa è stato divelto, mentre ad un altro è stato tolto persino il tabellone (o specchio). Uno degli attrezzi ginnici, rotto appena installato, è stato prontamente sostituito, ma è da segnalare l’uso non corretto, spesso troppo frenetico, da parte di ragazzini e sportivi improvvisati non abituati ad utilizzarli. I bocciofoli, invece, sono sempre in attesa che i lavori, comunque in esecuzione, termino per poter tornare a gareggiare. Il parco sicuramente sta riacquistando bellezza ma c’è ancora molto da fare a partire dal prato presente a zone ed i laghetti per i quali occorrerebbe una pulizia urgente per l’acqua melmosa. Qua e à qualche cartaccia o lattina, nonostante numerosi cesti per i rifiut.. Il Comune in questo caso mostra sempre “più” attenzione allo sport, ma alcuni cittadini rispettano sempre “meno” le cose pubbliche.

I tre ingressi per quanto dotati di dissuasori per inibire l’accesso ai ciclomotori, consentendo il passaggio a persone disabili, sono ancora privi del cancelletto azionabile automaticamente, per cui l’accesso ai pedoni, più ampio pure per carrozzine per gemelli o scooter per disabili di grandi dimensioni, essendo sempre aperti sono utilizzati da chi qui porta mezzi come monopattini e motocicli, a cui dovrebbe essere impedito l’accesso non solo con cartelli.

I bagni pubblici, eternamente chiusi perché nel mirino di vandali, sono finalmente stati riaperti. Sono però stati messi “più” cancelli – sotto gli archi – per impedire l’assalto dei vandali che più volte hanno rotto i wc ed i vetri posti sul retro, pure questi nuovamente sostituiti. La chiusura dei bagni pubblici sembra al momento scongiurata così come pozze maleodoranti di urine, davanti o sul retro dei bagni.

Agli atti vandalici vanno però aggiunti quelli degli incivili o meglio di chi crede di essere libero di poter non rispettare le regole. Tra questi i guidatori di monopattini elettrici, soprattutto ragazzini, che qui fanno gimcane tra i pedoni di ogni età (vedere altro articolo su monopattini nel parco, ndr). Da non dimenticare che i primi di settembre qualcuno si è divertito, notte tempo, a scavalcare la recinzione del parco con tanto di monopattino poi gettato nel laghetto. Ed infatti tra i problemi da risolvere contro il vandalismo ci sarebbe, a nostro parere, quello della recinzione troppo bassa e fragile per tenere lontani i malfattori. Installata 40 anni fa andava bene quando l’intero parco era circondato da una fitta siepe. Venendo “meno” quest’ultima, la recinzione risulta inutile. In più punti è evidente che viene scavalcata facilmente lì dove le telecamere sono ancora assenti. Gli assalti notturni, difatti, continuano.

Il prato, che a settembre appariva rado, ora sta riconquistando “più” terreno grazie pure a recenti lavori di spostamento dell’irrigazione. Ci sono però ancora zone spoglie. In qualche punto la staccionata in legno attorno ai laghetti è stata rotta e c’è chi, tra gli usufruitori, ne approfitta per avvicinarsi, con bambini al seguito, al bordo degli stessi rischiando qualche rovinosa caduta. C’è chi poi fa scorrazzare il proprio cane senza guinzaglio e senza museruola nella zona del prato riservata ai pedoni, mentre la zona di sgambamento, recentemente prevista proprio per gli “amici a quattro zampe”, alla destra dell’entrata di viale Einaudi, non è utilizzata da tutti i proprietari di cani forse perché non c’è nessun cartello a segnalarlo.

Bisogna far rispettare le regole del vivere civile per rendere il parco più sicuro sempre, persino per la nuova ondata da pandemia da covid-19. Nonostante l’obbligo di dover portare la mascherina all’aperto c’è infatti chi non rispetta la regola, soprattutto la domenica, se soleggiata, quando è presa d’assalto dai cittadini d’ogni età e si formano gruppi di assembramento nelle zone più riservate. Nonostante l’obbligo di indossare la mascherina pure all’aperto, qui c’è qualcuno che non la indossa.

E’ forse necessario, affinché tutti rispettino regole, codici e leggi, e il parco possa essere sempre in condizioni di sicurezza di notte e pure di giorno, ristabilire la presenza costante di agenti di Polizia locale. Almeno finché le videocamere non saranno collegate alla sala operativa, con la possibilità di vigilare 24 ore su 24 ed intervenire per tempo. Se i vandali vanno tenuti lontano, individuati e puniti, i cittadini vanno “educati” al rispetto delle regole o altrimenti i lavori di sicurezza e miglioramento non serviranno a nulla.

Anna Caiati

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