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Perché il 25 novembre sia ogni giorno

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Dal 1999, anno in cui l’assemblea generale delle Nazioni unite ha istituito la giornata, in ricordo delle tre sorelle Mirabal, uccise il 25 novembre 1960 perché colpevoli di essere impegnate politicamente contro la dittatura della Repubblica Dominicana, ad oggi, molto è stato fatto. Il cammino però è ancora lungo.
Le donne purtroppo continuano ad essere nel mirino e non sempre trovano la forza di reagire, di sfuggire alla spirale di violenza, prima che sia troppo tardi. I numeri sono impietosi e svelano la drammaticità del quadro generale: il rapporto della Polizia “Questo non è amore” rivela che nel 2019 ogni giorno ci sono state 88 donne vittime di violenza, ed il Covid 19, con l’isolamento imposto, la convivenza forzata e la grave crisi economica, non ha certamente migliorato la situazione. Dai dati emerge che la violenza sulle donne, maltrattamenti, stalking, violenza sessuale, percosse, è esercitata in oltre il 50% dei casi da ex partner e che tale violenza, che comporta anche denigrazione, umiliazione e svalutazione, non conosce distinzione geografica, differenza di ceto, di nazionalità e di livello culturale.
A luglio 2019, è stato approvato in Italia in via definitiva il Codice rosso, disegno di legge in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere che prevede una corsia veloce e preferenziale per le denunce e le indagini, e sono stati introdotti due nuovi reati, il revenge porn, che riguarda la diffusione sul web di video intimi da parte di ex partner, e quello di sfregio al volto. Segno di come il problema sia urgente, sentito, diffuso.
Tuttavia la violenza esercitata non è il solo problema di cui le donne sono vittime. Prima o accanto agli atti di violenza le donne sono quotidianamente vittime di Gender gap, discriminazione di genere, ancora troppo radicata nella società odierna e che si manifesta in modi e forme differenti nelle diverse culture. Alla fine, però, siamo sempre di fronte a diseguaglianza e spesso violenza. Rafforzare nella nostra società l’uguaglianza di genere prevista dalla Costituzione, ma ancora non pienamente perseguita, il monito lanciato per l’occasione dal presidente Mattarella nel suo messaggio a Rai Radio 1 in occasione della campagna “No women no panel – Senza donne non se ne parla” , per la parità di rappresentanza maschile e femminile in convegni, dibattiti e trasmissioni televisive.
Un piccolo passo che si accompagna all’introduzione nel sistema elettorale pugliese della doppia preferenza, purtroppo per decreto legge, per l’incapacità di trovare un accordo da parte del consiglio regionale pugliese. Segno che anche nei luoghi di rappresentanza delle istituzioni il problema non è ancora percepito con la giusta rilevanza. Esiste e resiste un maschilismo a volte manifesto, ma più spesso strisciante nella nostra società. Ed allora ben vengano tutte le iniziative immaginabili e realizzabili perché le donne siano a pieno titolo ed in tutti i contesti tutelate, valorizzate, protette. E’ auspicabile la realizzazione di eventi mirati ad educare tutta la società nella quale viviamo, a partire dalla scuola, perché la diseguaglianza venga estirpata ad ogni livello: l’obiettivo ultimo deve essere porre fine ad ogni differenza e di considerare donne e uomini semplicemente esseri umani. Ogni percorso di rafforzamento della pace e di cancellazione della povertà passa necessariamente attraverso la realizzazione della uguaglianza uomo-donna. Non dimentichiamolo mai.

A Bari in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, domani 25 novembre, è stato programmato un palinsesto di iniziative, tutte nel rispetto delle misure di distanziamento necessarie, alcune già in essere, che culmineranno con la campagna di sensibilizzazione cittadina. Da un lato il coinvolgimento di alcune librerie che doneranno, a chi acquisterà un libro, una sacca di cotone con i recapiti del centro anti violenza cittadino, dall’altro l’impegno di alcuni esercizi commerciali che distribuiranno cartoni delle pizze, imballaggi per i take away e buste delle farmacie baresi aderenti a Federfarma con i numeri utili da contattare per ricevere sostegno e aiuto. Un modo per far arrivare a tutte le donne in stato di necessità un grido, un richiamo, un appello, un invito: #Non sei sola.

#Non sei sola, infatti, è lo slogan scelto dalla Regione Puglia per non dimenticare. Un tentativo di fornire alle tante, troppe donne quotidianamente vittime di violenza, sia fisica che psicologica, un supporto che le spinga a trovare in sé stesse, ma anche nella comunità che le circonda ed è pronta ad assisterle ed a sostenerle, la forza per dire basta. 1522 il numero nazionale gratuito antiviolenze e stalking messo a disposizione di tutte loro per chiedere aiuto oppure anche semplicemente informazioni.

Alessandra Campione

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