Scommettiamo?

Scommettiamo? Scommettiamo che i 236 impiegati che saranno assunti a tempo determinato (sei mesi) fra due o tre anni saranno stabilizzati? In questa storia molte cose non quadrano. Anzitutto le assunzioni avrebbe dovuto farle l’Arpal attraverso un concorso per la copertura di 181 posizioni a tempo determinato come da bando pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel luglio 2020. Dopo neanche un mese un nuovo bando, questa volta per la copertura di ben 1129 figure fra laureati e diplomati a tempo indeterminato. Non se ne sa nulla (dicono, per l’emergenza Covid) sino a quando  l’Arpal non indice una nuova selezione per 236 figure a tempo determinato, affidandone il reclutamento a Job Italia, agenzia privata interinale del lavoro. Qui avviene qualcosa di strano. Per partecipare a quest’ultima selezione bisognava nuovamente inviare domanda di partecipazione, peraltro in un tempo molto breve, di circa tre giorni (dal 9 al 13 novembre poi prolungato al 27 dello stesso mese), dopo avere però effettuato la registrazione al sito. Ma per registrarsi al sito di Job Italia bisogna essere…….fortunati. C’e’ chi prova innumerevoli volte (ne abbiamo riscontri da esibire ovunque) senza successo. E viene automaticamente fatto(a) fuori dalla selezione. Cerca di protestare, ma senza ricavare nulla. La macchina deve andare avanti incurante delle chiare iniquita’ sul tappeto e cosi i “fortunati” venerdi 21 gennaio ricevono una comunicazione che li informa di un questionario in arrivo fra il 25 e il 27 gennaio. Nel questionario anche domande su diritto amministrativo, lavoro ed enti locali cui rispondere on line, quindi avvalendosi di internet. E’ seria questa cosa? La Job Italia e’ un’azienda privata, ma in questo caso sta selezionando per l’Arpal, quindi Regione Puglia, quindi pubblica amministrazione. Massimo Cassano, direttore generale dell’Agenzia Regionale, forse distratto dall’inchiesta penale in cui e’ coinvolto per il fallimento doloso (secondo i magistrati) di un’azienda di cui in passato e’ stato amministratore, non interviene nonostante l’invito del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia che denuncia ripetutamente anche l’inutilita’ delle 236 assunzioni. Non vorremmo trovarci di fronte ad un film gia’ visto. Quale? Ricordate le short list dell’era Vendola? Il sistema era semplice: centinaia di giovani (in molti casi amici degli amici o parenti di dirigenti, sindacalisti e politici) assunti con contratti a tempo determinato attraverso discutibili selezioni con colloqui. Alla scadenza quei contratti venivano puntualmente rinnovati e poi rinnovati ancora sino a quando l’On. Dario Ginefra non fece inserire un emendamento ad una legge finanziaria che garantiva la loro stabilizzazione, cosa puntualmente realizzata. In barba alla Costituzione della Repubblica Italiana che vincola le assunzioni nella pubblica amministrazione allo svolgimento di regolari concorsi. E in barba alle centinaia di migliaia di giovani pugliesi che non hanno avuto neanche la possibilita’ di presentare una domanda e di sognare di partecipare ad un concorso. La percezione e’ che quella storia possa ripetersi. I segnali ci sono tutti. Qualcuno vigili per evitare vergognosi soprusi a vantaggio di pochi e a danno di molti.

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