Bambino morto, la Procura apre fascicolo per istigazione al suicidio contro ignoti

Istigazione al suicidio contro ignoti. E’ l’ipotesi di reato che ha portato all’apertura formale di un fascicolo, da parte della Procura di Bari, dopo la morte del bambino di 9 anni. Il piccolo, come è noto, è stato trovato nella sua abitazione, al quartiere San Girolamo, con una corda stretta al collo. A nulla sono serviti i tentativi di rianimarlo della madre, un medico.

Quello definito “un atto dovuto” dal procuratore facente funzioni, Roberto Rossi e dal pm Angela Maria Morea, si è reso necessario anche per eseguire accertamenti tecnici utili a chiarire la dinamica della vicenda. A cominciare dal sequestro della playstation e di due telefoni cellulari trovati in casa. Il consulente tecnico, infatti, dovrà stabilire se le apparecchiature elettroniche siano stati collegate a chat o siti particolari sul web. Come quelli che ospitano giochi online ritenuti pericolosi. Una prima e sommaria ricostruzione, però, escluderebbe questo aspetto. Le testimonianze raccolte descrivono un “bambino tranquillo e sereno” e gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, anche quella che si sia trattato di un tragico incidente.
Nelle prossime ore sarà eseguita l’autopsia dal medico legale, mentre gli investigatori della Squadra mobile ascolteranno la madre del bambino, ancora sconvolta per l’accaduto.


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