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La Pinacoteca Giaquinto si rifà il look e intanto presenta il restauro del’ “L’annunciazione dell’amore”.

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La chiusura forzata dei musei, causa pandemia, ha dato l’opportunità a molti di loro di mettere ordine alle opere presenti, migliorare fruizione e accessi, in vista di riapertura, riallestire le sale.

Anche la Pinacoteca Giaquinto ha approfittato di questo periodo di chiusura al pubblico per rifarsi il look. Sono in corso i lavori per renderla più luminosa e accogliente, con un nuovo front office, con riallestimenti e sale, adesso vuote, che ospiteranno alcune tra le più importanti opere dal Novecento ai giorni nostri.

Intanto l’attività non si ferma.

Lunedì 1° febbraio, ore 11:30, si potrà seguire online, attraverso la diretta facebook sulla pagina della Città metropolitana di Bari (https://www.facebook.com/cittametropolitanabari), l’inizio del restauro del gruppo scultoreo “L’annunciazione dell’amore” di Filippo Cifariello, finanziato da Coop Alleanza 3.0.

Sarà Cosimo Cilli, il restauratore della scultura, insieme alla consigliera metropolitana delegata alla Cultura della Città Metropolitana di Bari, Francesca Pietroforte, a mostrare in diretta l’inizio delle varie fasi di recupero dell’opera.

Poichè il gruppo scultoreo presenta diverse microlesioni, una frattura evidente sulla gamba femminile, alcuni pezzi mancanti nell’angelo, il sollevamento della pellicola pittorica in diverse parti, le operazioni di restauro cui verrà sottoposta, saranno di tipo sia conservativo che estetico, ma anche innovativo perché le fasi più salienti potranno essere seguite anche online.

Grande soddisfazione è stata quindi espressa per l’importante ritrovamento presso il Pulo di Molfetta, bene sotto la giurisdizione della stessa Città Metropolitana.

Attraverso questo post la Pinacoteca esprime la sua gioia:

“È stato rinvenuto un secondo idoletto, dopo quello di qualche mese fa, all’interno del Pulo di Molfetta, grazie al lavoro degli archeologi Nicola De Pinto e Alessia Amato. Collocabile attorno al V millennio a.C., la scultura rappresenta un soggetto femminile legato al culto della fecondità, tipico del periodo neolitico.

Abbiamo voluto investire cinque anni fa nella riqualificazione della dolina carsica e oggi il sito è visitabile (o almeno lo sarebbe se non fosse per le restrizioni dovute al Covid) e continua a regalarci belle notizie.

Aspettando la riapertura dei luoghi della cultura, di musei, parchi, aree archeologiche, questi ritrovamenti non fanno altro che arricchire il già straordinario patrimonio della Città Metropolitana di Bari”.

Ci si augura che presto si possa tornare a godere in sicurezza dei luoghi d’arte e della bellezza custodita nei nostri musei.

                                Paola Copertino

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