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Recovery all’italiana

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Una delle connotazioni più evidenti della nostra cultura italiana e specie meridionale è la parsimonia. Che non è avarizia ma previsione. Non ci si fida delle assistenze statali, si pensa ai figli -che si spera continuino con la nostra stessa attività e mentalità-, si cerca di arrotondare con un rivolo di interessi… in definitiva, si risparmia. Soldi che si depositano nei conti che tratteniamo nelle banche. Che oggi ne sono strapiene.
Da un po’ di tempo questa nostra evidente caratteristica identitaria di tipo economico è stata offesa da ripetuti scippi …tristissimi di cui ne omettiamo l’elenco infinito. Cionondimeno i nostri risparmiatori accorrono a frotte per sottoscrivere i btp che vengono collocati all’asta.
Il nostro governo però non vuole sentire questa necessità e accetta (addirittura mendica) danari dall’Europa che poi saranno restituiti alle condizioni e nei termini dettati dal creditore. Controvoglia i nostri amici d’oltralpe si degnano di prestarci questi soldi e i governi cadono sul punto di come spenderli visto che i prestatori impongono che lo si faccia secondo dei criteri che loro ritengono validi per noi. È un vero non senso tutto questo ed è spontaneo chiedersi, perché?
Certo, affidare centinaia di miliardi alla attuale classe dirigente, a questo Ministro dell’economia, a questo governo così bassamente influenzato da neo partiti e neo ministri indegni di stare in Parlamento è un azzardo non da poco…ma ognuno di noi sa che intere infrastrutture nazionali sono state edificate interamene con prestiti obbligazionari (le autostrade, i siderurgici) quando eravamo poveri ed eravamo in piena ricostruzione postbellica; perché oggi le opere che si ritengono prioritarie non si debbono finanziare allo stesso modo? Peraltro evitando di scomodare il già troppo offeso contribuente? I prestiti di scopo sono la maniera migliore per far pagare le opere a chi le vuole e a chi ha risparmi da dedicare al mercato mobiliare. Si facciano i progetti li si quantifichi e si emettano i titoli necessari. Un comitato di obbligazionisti venga eletto dai sottoscrittori per verificare che le tangenti (e tutto il resto) non volatilizzino i danari come accaduto per il Mose di Venezia e per tutte le altre opere pubbliche grandi e piccole..ed il gioco è fatto!
Che c’entrano i finanziamenti europei? Come mai se ne parla? È forse più facile favorire le imprese amiche specie se a pagare sarà un docile ed ignaro contribuente futuro?

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