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Processo Crna Gora: condannato a 7 anni e 4 mesi Cuomo, il “re delle bionde”

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Dopo 16 anni dalla sentenza di primo grado (gup Chiara Civitano), cinque rinvii della Corte di Cassazione, nove processi, cinque collegi difensivi, la sentenza della prima sezione della corte d’Appello (presidente Francesca Lamalfa), è arrivata. Gerardo Cuomo, uno dei re del contrabbando di sigarette, è stato condannato dai giudici di secondo grado a 7 anni e 4 mesi di reclusione per associazione a delinquere. Confiscati anche i beni per milioni di euro, conti correnti in paradisi fiscali, ville auto di lusso, orologi griffati e il panfilo Arthema, una specie di lussuoso ufficio galleggiante di 30 metri da dove l’uomo conduceva gli affari.
L’indagine della Direzione investigativa antimafia di Bari riuscì a ricostruire l’attività di Cuomo, nato a
Gragnano, in Campania, vissuto in Svizzera e trasferitosi da anni a Bologna: dal 1996 al 2000 avrebbe introdotto in Puglia dal Montenegro, mille tonnellate al mese di tabacchi, riciclando il denaro nella Confederazione elvetica. Secondo la madre di tutte le indagini, quella Crna Gora, le sigarette venivano importate in Montenegro (il governo imponeva una tassa di 55 dollari per cassa), stoccate dalla «Zeta trans», società a partecipazione pubblica, e introdotte illegalmente in Italia da contrabbandieri pugliesi e campani trasferiti sull’altra sponda dell’Adriatico. Gli scafi blu attraversavano di notte il canale d’Otranto, diventato un’autostrada del mare invisibile, e la merce finiva sul mercato «parallelo». I pagamenti dei fornitori venivano effettuati in Svizzera dove il denaro era trasportato in contanti tramite corrieri a bordo di auto con tanto di scompartimenti segreti imbottiti di lire, dollari e franchi svizzeri. Così l’anello si chiudeva.

In tutti questi anni la Procura generale di Bari (Vincenzo Ardito, Lorenzo Lerario e Giuseppe Scelsi) non si è mai rassegnata, nonostante la vicenda sia stata caratterizzata da esiti giudiziari alterni. Nei cento faldoni dell’inchiesta è stata minuziosamente ricostruita la “guerra delle sigarette”. Quella con inseguimenti in
mare, speronamenti di fuoristrada corazzati, sparatorie, omicidi, missioni all’estero, appostamenti, intercettazioni., il ruolo delle multinazionali del tabacco.
La Puglia era diventata la porta d’ingresso dell’Europa. Ora è stata chiusa. Almeno per quanto riguarda il
traffico di sigarette.

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