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Imponeva le sue slot machine e frodava il Fisco. Confiscati beni per 270mila euro

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Sequestrati beni e rapporti finanziari del valore di oltre 270mila euro, riconducibili a un importante imprenditore barese, Baldassarre D’Ambrogio 40 anni, attivo nel settore dei giochi, indagato per peculato aggravato.

Il sequestro ai fini della confisca, disposto dal Gip del tribunale di Bari, su richiesta della Procura, è stato eseguito dalla Guardia di Finanza. Dalle indagini, coordinate dal Procuratore Roberto Rossi e dal Sostituto Procuratore Angela Maria Morea, è emerso che invece di versare le somme dovute al Fisco, tramite una società concessionaria, se ne appropriava.

Tutto ciò avveniva manomettendo il sistema di registrazione delle giocate delle slot machine, installando una scheda non autorizzata e un dispositivo che dirottava una parte delle giocate dalla scheda principale, ovvero quella autorizzata, a quella secondaria, ovvero quella non autorizzata.

L’imprenditore dovrà rispondere di frode informatica aggravata, alterazione del contenuto di comunicazioni informatiche e telematiche e responsabilità amministrativa dell’ente in relazione al reato di frode informatica.

Con il rito abbreviato, l’imprenditore è stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione, oltre alla multa e alla confisca dei beni sequestrati.

L’uomo era già stato condotto in carcere nell’ambito dell’operazione “Gaming machine”. Tra il 2015 e il 2017, le Fiamme Gialle avevano scoperto che tra Bari e provincia imponeva le sue apparecchiature agli esercizi commerciali, tramite le organizzazioni criminali affiliate ai clan Anemolo, Strisciuglio, e Capriati. Al termine delle indagini, nel gennaio 2020 furono arrestate 36 persone, 27 in carcere e 9 agli arresti domiciliari, e sequestrati beni per un valore di circa 7,5 milioni di euro, tra cui 3 sale “VLT” a Bari, 4 immobili, 5 veicoli, 2 complessi aziendali e oltre 200 rapporti finanziari, per i reati di illecita concorrenza aggravata dal metodo mafioso, estorsione, usura e riciclaggio.

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