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La riflessione quotidiana di Monsignor Francesco Savino

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CAFFÈ SPIRITUALE
VENERDÌ, 26 MARZO 2021
VENERDÌ DELLA V SETTIMANA DI QUARESIMA
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«Abbi pietà di me, o Signore, sono nell’affanno.
Liberami dalla mano dei miei nemici e dai miei persecutori;
Signore, che io non debba vergognarmi per averti invocato.» (Sal 30,10.16.18)

✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

VANGELO
Cercavano di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
✠ Dal Vangelo secondo Giovanni(Gv 10,31-42).
In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». 
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata -, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre».
Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. 
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

MEDITAZIONE
San Pietro Crisologo [(ca 406-450)
vescovo di Ravenna, dottore della Chiesa],
Discorsi 108 ; PL 52, 499

“Tutto il giorno ho steso le mani verso un popolo disobbediente e ribelle” (Is 65,2; Rom 10,21)

«Vi esorto, fratelli, per la misericordia di Dio» (Rm 12,1). È Paolo che chiede, anzi è Dio per mezzo di Paolo che chiede, perché vuole essere più amato che temuto. Dio chiede perché vuol essere non tanto Signore, quanto Padre. (…) Ascolta il Signore quando ti chiede [per mezzo del Figlio]: « Ho teso la mano ogni giorno» (Is 65,2). Non è forse elevando le mani che di solito si chiede? «Ho teso la mano» A chi? «A un popolo» Quale popolo? Un popolo non soltanto miscredente, ma «ribelle». «Ho teso la mano»: egli apre le sue braccia, dilata il suo cuore, presenta il suo petto, offre il suo seno, fa di tutto il suo corpo un rifugio, per mostrare con questa supplica a che punto egli è padre. Ascolta Dio chiedere ancora: «Popolo mio, che cosa ti ho fatto? In che cosa ti ho stancato? » (Mic 6,3). Non dice forse : «Se ancora la mia divinità vi fosse sconosciuta, non riconoscerete almeno la mia carne? Guardate, guardate in me il vostro corpo, le vostre membra, le vostre viscere, le vostre ossa, il vostro sangue! E se temete quel che è di Dio, perché non amate ciò che è vostro? E se sfuggite il Signore, perché non correte verso il Padre?
Ma forse vi riempie di confusione la gravità della Passione che avete inflitto al mio Figlio. Non abbiate timore. Questa croce non è un pungiglione per me, ma per la morte. Questi chiodi non mi procurano tanto dolore, quanto imprimono più profondamente in me l’amore verso di voi. Queste ferite non mi fanno gemere, piuttosto introducono voi ancor più nel mio cuore. Il mio corpo disteso anziché accrescere la pena, allarga gli spazi del cuore per accogliervi. Il mio sangue non è perduto, lo dono in riscatto per voi.
Venite, dunque, ritornate, riconoscete la mia tenerezza paterna, che ricambia il male col bene, le ingiurie con l’amore, ferite tanto grandi con una carità così immensa.

PADRE NOSTRO…

ORAZIONE
Perdona, o Signore, le colpe del tuo popolo,
e, poiché la nostra debolezza ci ha resi schiavi del pe…

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