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Scontro treni: manifestazione artistica per ricordare 23 vittime

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“Komorebi”. E’ la parola giapponese che indica il filtrare della luce del sole tra i rami degli alberi. Ed è quella luce che la famiglia del 17enne Francesco Tedone, morto durante l’incidente ferroviario di 5 anni fa nella tratta tra Corato (Ba) e Andria (Bt), ha ripreso per portare avanti il ricordo del ragazzo attraverso un collettivo artistico che si riunisce in un uliveto alla periferia di Corato.

Sono passati cinque anni dalla tragedia provocata dallo scontro frontale tra due treni delle Ferrovie Bari-Nord che viaggiavano sul binario unico: morirono 23 persone e altre 50 rimasero ferite. Il processo per la strage è ancora in corso e sono 18 gli imputati (17 persone fisiche e la società Ferrotramviaria), accusati a vario titolo dei reati di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, mentre la società dell’illecito amministrativo dipendente dai reati commessi da vertici e dirigenti. Tra le parti civili figurano la Regione Puglia, i comuni di Corato, Andria e Ruvo di Puglia, alcune associazioni, i parenti delle vittime e i passeggeri sopravvissuti.

Così c’è chi ha trasformato tutto quel dolore in forza e bellezza. “L’incidente avvenne proprio in una campagna come questa: ci siamo fatti avvolgere da quella luce, associando al ricordo della terra, del frinire delle cicale, un inno alla vita, un’espressione artistica che sia linguaggio universale e racconti, a gran voce, tutte le nostre passioni: l’arte, lo sport, la musica, la poesia”, racconta Tiziana, sorella del 17enne.

La parola Komorebi, però, lega ancor di più la famiglia Tedone alla terra d’Oriente: “Francesco era tornato dal Giappone dopo un anno con Intercultura (grazie ad una borsa di studio) appena due giorni prima dell’incidente – dice trattenendo le lacrime -. Era arrivato come un uragano, spiazzandoci tutti. Aveva portato nuovi obiettivi di vita, era tornato pieno di gioia, voleva fare tantissime cose e ci ha lasciato tanta voglia di vivere. Komorebi quindi è il nostro terapeuta: è nato un mese dopo l’incidente e da allora non ci siamo piu’ fermati”.

Tiziana e Natale, l’altro suo fratello, in ogni angolo del loro fondo di famiglia hanno creato una residenza artistica per progetti legati alla terra o in cui la terra è d’ispirazione: “Il bando aperto a tutti – ci dice ancora Tiziana – è stato ispirato dalla filosofia di Paul Ricoeur: l’identificazione e il riconoscimento di sè, il riconoscimento degli altri, dolori compresi”. Un’altra parte dell’evento, invece, a partire da oggi si svolgerà online: “I primi a partecipare sul nostro sito saranno proprio i nostri amici giapponesi, che ci invieranno due performance”. Un legame con il Giappone che non si spezza: “In quella fetta di mondo, infatti – dice ancora Tiziana – c’è un’altra famiglia e tantissimi amici, che vivono questa giornata parallelamente con un sentimento forte. E’ un momento per condividere un abbraccio tra due terre lontane, ma unite da Francesco”. L’incidente sarà commemorato, oltre che nelle città coinvolte dal disastro, a Bari alle 11,05 (orario dello scontro tra i due convogli) quando il sindaco Antonio Decaro deporrà una corona di fiori e osserverà un minuto di silenzio, insieme ai primi cittadini delle comunità coinvolte, dinanzi la lapide commemorativa all’interno del perimetro della fontana di piazza Moro.

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