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Ma cosa mangiamo?

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Le tecnologie e la disponibilità di capitali hanno permesso lo sviluppo delle coltivazioni in serra senza terra. Quindi senza dover trattare il terreno o difendersi dalle malerbe o dagli agenti patogeni che nidificano nel terreno. Le piante traggono alimento da acqua arricchita da concimi pensati per questo scopo. Tutto è previsto e organizzato nei minimi particolari; anche la luce del sole viene sostituita spesso da quella artificiale che non ha problemi di eccessi e può essere attivata per le ore che si vuole e anche di notte.

Il prodotto ottenuto è bellissimo, molto abbondante, matura bene, si raccoglie comodamente, non vi sono avversità atmosferiche che lo danneggino e non ha bisogno di fitofarmaci per difenderlo dagli attacchi di parassiti di ogni genere.. quindi può essere presentato come biologico. Riesce spesso a spuntare prezzi più alti dei prodotti realizzati in campo aperto (cioè in terra) e costa molto meno di quest’ultimi. L’agricoltura tradizionale sembra essere destinata ad essere soppiantata da questa tecnica in pochissimo tempo semplicemente perché i due prodotti non sono riconoscibili e quello idroponico assorbe fette enormi di domanda.
I fanatici della tecnologia stravedono per questo sistema e anche le banche lo finanziano volentieri essendo al riparo dalle avversità atmosferiche e produttore di volumi di danaro enormi.
Tutto bene dunque?
Peccato che non possa essere considerato un prodotto della natura ma un prodotto industriale e quindi non ha nessuna parentela con le componenti della dieta tradizionale che siamo abituati a consumare. Presto -come l’eccesso di glutine nelle paste ha prodotto una diffusa reazione allergica- potremo avere delle reazioni imprevedibili a questi alimenti che altro non sono che concimi condensati –potremmo dire “trasformati” nel senso che hanno assunto una nuova forma- in forme di pomodori o melanzane o zucchine o fagiolini,…. Mangiando idroponico si mangiano solo concimi….con la forma desiderata.
Forse il consumatore andrebbe informato così come facciamo noi adesso (ma anche in etichetta) su quel che sta comprando e mangiando…per non ricadere in errori terribili fatti nel passato.
Ma questa è solo una delle minacce alla nostra agricoltura.
Ne riparleremo presto.
Bari, 8.11.2020 Canio Trione
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