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Le ciliegie, che passione!

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Le ciliegie, che passione!

In un piccolo centro dell’interland barese, Sannicandro di Bari, abbiamo trovato in un supermercato della grande distribuzione che le ciliegie venivano proposte a 5,99 euro per chilo; lì vicino i produttori di ciliegie le vendevano attorno all’euro per chilo con picchi di due euro per alcune varietà molto speciali. Le qualità maggiormente utilizzate sono molto simili e sostanzialmente miste e di pezzatura media.
Un prezzo così modesto per il produttore lo porta a ridurre le produzioni e comunque a non investire in questa attività; al contrario il prezzo di vendita così elevato taglia fuori dall’acquisto intere categorie di consumatori riducendo le quantità vendute. Cioè si mette in moto una spirale perversa che penalizza le produzioni di materia prima e riduce le vendite aggravando progressivamente la situazione per tutti e creando eccedenze di prodotto invendibili sempre maggiori.
Quella differenza di prezzo è dovuta ad una serie di ragioni; infatti quando acquistiamo una vaschetta di ciliegie al supermercato comperiamo anche il pakaging, il fitto della struttura, l’apparato amministrativo, energia elettrica, computer, costi bancari, pubblicità, gli stipendi di commesse e dirigenti, trasportatori e amministrativi, ……e decine di altre voci che popolano il bilancio delle imprese della grande distribuzione. Le imprese più piccole quindi sono più competitive? Certo, ma offrono un prodotto “diverso” nelle apparenze perché nudo e crudo mentre nelle confezioni della grande distribuzione c’è un prodotto il cui valore all’origine è spesso, molto spesso, una frazione di quello che si paga alla cassa.
La politica deve saper che la grande distribuzione porta a quella contraddizione di sistema che abbiamo delineato più su che porta alla morte dell’economia come sta accadendo; quindi è assolutamente necessario che esista e prosperi una rete di piccoli produttori e distributori che argini e corregga gli aspetti perversi della attività della grande impresa. Queste cose non vengono avvertite come impellenti o vitali per le economie industriali ma sono essenziali per tutti specie in Puglia che è leader europeo nella produzione di ortofrutta, vino , olio e tante altre bontà che in molti ci invidiano. Quindi così come stiamo da sempre in prima linea nella crescita in qualità e quantità di ogni genere di food dovremmo essere in prima linea anche nella elaborazione di una strategia che permetta alle varie componenti della filiera di prosperare senza distruggere gli altri. Come accade. Ricercare nuovi mercati è certamente necessario ma non sembra in nessuna maniera essere una strategia all’altezza delle perversioni tipiche della vita della Grande Distribuzione. La forza contrattuale di queste ultime coniugata alla rigidità della loro organizzazione interna penalizza assieme i produttori (e in genere tutti i fattori di produzione) e i consumatori che finiscono con il divenire polli da spennare!!!

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